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Liquami

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Depuratore di Cuma, bloccata la fuoriuscita di liquami

I lavoratori in agitazione, senza stipendio da tre mesi, non avevano riparato l'impianto. Intanto non c'è molta differenza con l'acqua che esce quotidianamente alla foce del depuratore

In agitazione i lavoratori del depuratore di Cuma. Ieri, nel primo pomeriggio, l'impianto di depurazione si è bloccato a causa di un guasto tecnico. Un abbassamento della tensione avrebbe provocato il mancato funzionamento di tutto l'impianto e gli operai, che hanno deciso di scioperare, non hanno provveduto a riparare il guasto.

Lo scenario ricorda quello del 2009, quando a seguito di una mobilitazione sono scattate le indagine della Procura, che hanno rivelato un quadro agghiacciante, fatto di corruzione e disastri ambientali che si consumano quotidianamente. I lavoratori del depuratore di Cuma sono in protesta perché non vengono pagati da tre mesi, ieri hanno deciso di non riparare il guasto. La conseguenza visibile è che i liquami non depurati si sono riversati in strada e verranno riversati in mare.

Secondo qualche indiscrezione, però, ogni giorno e soprattutto quando piove, le vasche di contenimento del depuratore non riescono a smaltire tutto e il disastro ambientale si consuma quotidianamente. Fortunatamente l'impianto è ritornato in funzione, grazie ad un intervento eccezionale ed ha evitato che il disastro ambientale fosse sotto gli occhi di tutti. La situazione del depuratore di Cuma adesso sembrerebbe essere tornata alla normalità, anche se risulta difficile quantificare il danno che questa presunta normalità possa provocare.

Basta andare sulla foce del depuratore, a Licola mare, infatti, per vedere con i propri occhi e sentire con il proprio olfatto quanto l'acqua possa essere depurata. Il colore che fuoriesce dalla foce è infatti marrone e il maleodore non è molto differente da quello che si sentiva ieri per strada quando, a detta degli stessi operai, l'acqua non era depurata. Resta un grande punto interrogativo sul depuratore di Cuma, legittimo data l'evidenza della non balneabilità delle acque di Licola, il colore dell'acqua e l'odore acre.

L'azienda che gestisce l'impianto di depurazione, la Hydrogest Campania Spa, è quasi in fallimento, nonostante negli ultimi mesi abbia ricevuto da più enti dei fondi per ristrutturare l'impianto. La politica ha l'obbligo di interrogarsi, su uno scempio che si consuma quotidianamente, gli operai vogliono lavorare, a patto, giustamente, che vengano pagati. I cittadini non vogliono più subire.

 

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