Mercoledì, 27 Ottobre 2021
San Giovanni a Teduccio San Giovanni a Teduccio

Vincenzo ucciso nel quartiere dei "cannibali": il dramma di San Giovanni

L'omicidio del 18enne Vincenzo Amendola ha come sfondo un quartiere abbandonato al più totale degrado. I giovani vengono allevati dalla camorra, che li utilizza finché ne ha bisogno. E poi abbandona

San Giovanni a Teduccio terra di nessuno. Di ragazzini feroci addestrati dai clan ad uccidere, sfruttati come corrieri della droga, di disoccupazione e mancanza di speranza. È il quadro dipinto da un reportage di Lettera 43 nel quartiere alla periferia Est di Napoli.

LA MORTE DI VINCENZO - Vincenzo Amendola, 18 anni, è morto tra quelle strade. Corteggiava – pare – la fidanzata del boss, un "errore" che ha pagato con la vita. È stato attirato nella trappola da amici fidati, ucciso, sotterrato in un campetto abbandonato. E poi dato per scomparso interi giorni. Nessuno parlava, tutti sembra sapessero.

110 E LODE - Per molti quella zona è il bronx, il "rione delle stecche", riferimento ai grandi palazzi affiancati che non lasciano passare il sole. Le fabbriche che occupavano 100mila operai negli anni '80 sono scomparse lasciando spazio al degrado. Il 40% delle persone è disoccupato, col doppio paradosso che si tratta del quartiere cittadino col maggior numero di giovani e di laureati senza lavoro.

ALLEVATI DALLA CAMORRA - I "cannibali". È così che vengono chiamati i giovani disperati che si affiliano alla camorra. Così perché ucciderebbero anche il sangue del loro sangue se gli venisse ordinato. Riporta il giornalista di Lettera 43 che a neanche 10 anni i bambini vengono messi a dieta: servono agili perché – nel corso di blitz della polizia – vanno lanciati di balcone in balcone con addosso la droga da far scomparire. Affiliati, manipolati, protetti, utilizzati, e poi lasciati spesso morire. Com'è successo e come succederà ancora.

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