Ponticelli Ponticelli / Viale Fratelli Grimm

Sfrattato il Rifugio La Fenice: la situazione precipita

La denuncia dei volontari: "Ci tolgono il terreno assegnatoci anni fa senza una valida alternativa. È così che si premiano associazioni meritorie che hanno operato gratuitamente?"

Un cane

Il Rifugio La Fenice, da sempre punto di riferimento per cani abbandonati e ritenuti “difficili” (mordaci, malati, anziani, ex combattenti, disabili…) è costretta a chiudere le porte.

IL RIFUGIO - Siamo in Via Grimm, a Ponticelli. Il rifugio è gestito da oltre 10 anni dall’Ass.ne A.D.L.A. Onlus, che opera gratuitamente e autofinanziando tutte le spese necessarie per il mantenimento dei cagnolini ospitati (dalle cure mediche – tante se si considera il tipo di cani cui si dà ospitalità - agli alimenti).  A carico dell’associazione è anche la spesa di viaggio quando un cane del rifugio, più fortunato, viene adottato da qualcuno che gli darà una nuova casa (ovunque essa sia sul territorio italiano).

LA SEDE - Il terreno su cui è stato costruito il Rifugio La Fenice è comunale e fu assegnato all’epoca all’associazione A.D.L.A. che poi ha costruito il ricovero con le proprie risorse. “Grazie ai sacrifici fisici ed economici in primis del Presidente Melina Vitale e poi di tutti i volontari” spiegano dall’associazione.

LA DENUNCIA DEI VOLONTARI - “Da oggi l’attività del Rifugio La Fenice si ferma, inderogabilmente, per un problema burocratico; non per mancanza di fondi (anche se siamo sommersi di debiti), non per volontà dell'Ass.ne (che, ad oggi, continua ad operare ex situ) ma, semplicemente, perché l'Amministrazione Comunale ci ha sfrattati dal terreno che lei stessa ci assegnò anni fa, senza dare una valida alternativa per continuare la nostra opera di volontariato. Ci hanno offerto un terreno, o per meglio dire un bosco, che dovrà essere bonificato (a nostre spese), su cui dovrà essere pagato un affitto (il cui ammontare è ancora un’incognita), su cui dovremmo Ricostruire il nuovo Rifugio (dopo aver costruito quello attuale, aver fatto rete idrica, fognaria, elettrica, box, quarantena, infermeria, etc.) poiché le strutture della vecchia area non sono trasportabili. E se non avessimo la forza economica x fare tutto questo? Se non avessimo la possibilità di pagare l’affitto o le spese di ricostruzione? Che ne sarà degli oltre 160 Ospiti?


Poiché abbiamo in progetto la costruzione di un Rifugio innovativo sia dal punto di vista strutturale che gestionale, abbiamo chiesto aiuto e supporto agli stessi Enti pubblici ( per es. Asl, Ufficio Diritti Animali, Forze dell’Ordine, etc.) che riconoscono, da sempre, la validità dell’operato dell’Ass.ne e che, spesso, si rivolgono ai Responsabili A.D.L.A. per avere supporto nella risoluzione di episodi con protagonisti cani difficili (cani mordaci, recupero cani non facilmente avvicinabili, mamme gravide o in allattamento). L’aiuto invece qual è stato? Bloccare gli ingressi, non concedere proroga ed accelerare le procedure di sgombero della struttura.

L'Ass.ne non si è mai tirata indietro, non ha mai detto NO anche quando i fondi economici erano ridotti all'osso; ogni volta ci si è rimboccati le maniche e abbiamo accolto il cane o i cani in difficoltà che andavano ad aggiungersi agli ospiti già esistenti e a quelli che, continuamente, si trovano in strada. E come si dimostra la riconoscenza? È così che le istituzioni premiano le Ass.ni meritevoli come la nostra che, con la loro opera volontaria e gratuita, porta una riduzione ingente delle spese sostenute da Comune/Asl x il mantenimento dei cani?

Abbiamo il divieto di nuovi ingressi, se ci segnalano un cane in difficoltà siamo impossibilitati ad aiutarlo, se ci abbandonano dei cuccioli in uno scatolo( ormai consuetudine) siamo costretti a lasciare i piccoli al loro destino, siamo costretti, cioè, a non fare quello per cui siamo nati, quello che c’è scritto nel nostro statuto e che è la nostra guida quotidiana:
“l’Ass.ne si propone come obiettivo la tutela e il sostentamento di animali – nello specifico, cani – non di proprietà, abbandonati in territorio comunale e non in grado di provvedere al proprio sostentamento”.

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