Lunedì, 17 Maggio 2021
Pomigliano via ex aereoporto

Fiat Pomigliano: operai in preghiera per il lavoro

Don Peppino Gambardella: "Noi come Chiesa, lanciamo una proposta evangelica. Si attuino i contratti di solidarietà"

Don Peppino Gambardella
"Preghiamo perché venga riconosciuto a tutti il diritto al lavoro senza pericolose distinzioni": è stata una lavoratrice di Fabbrica Italia Pomigliano, a leggere in chiesa, davanti ai colleghi della Fiom, ed ai tanti operai ancora fuori dalla newco, lo stralcio delle dichiarazioni fatte dal vescovo di Nola , Baniamino Depalma, su quello che è ormai il 'caso Fiat'.
 
Una santa Messa dedicata a loro, agli oltre 4.300 lavoratori dello stabilimento, che don Peppino Gambardella, parroco della chiesa San Felice in Pincis di Pomigliano, ha organizzato assegnando ad alcuni operai la lettura delle preghiere e dei salmi domenicali. "Preghiamo affinché si abbia il coraggio di intraprendere la via del dialogo intersindacale - ha letto la giovane operaia della Fip, Genny Piccolo - convinti, come cristiani, che l'unica via per risolvere i problemi sia il dialogo.
 
Non ci si può parlare da lontano senza guardarsi negli occhi". L'omelia di don Peppino è stata quasi del tutto dedicata agli operai della Fiat, alle loro problematiche, ed agli appelli a Marchionne ed al Lingotto a trovare "soluzioni solidali". "Alcuni di questi operai - ha poi spiegato don Peppino dopo la Messa - frequentano la parrocchia, altri sono volti nuovi. Ma la nostra comunità cristiana ha voluto unirsi nella preghiera per questi operai che vivono un momento così difficile, per lanciare anche un appello a Marchionne, affinché con questi licenziamenti annunciati, e con la dichiarazione che si procederà con le assunzioni solo se il mercato lo consentirà, non ci si stia avviando alla chiusura dello stabilimento, oppure ad una drastica riduzione di organico, lasciando fuori gli oltre 2400 lavoratori che vivono ormai da quasi tre anni con la sola cassa integrazione".
 
"Non vorremmo - ha concluso il prelato - che questi 'segnali' siano solo l'inizio di una fine. E non sono d'accordo con chi dice che ormai è una questione di 'principio', perché qui si gioca con la vita di migliaia di persone. Noi come Chiesa, lanciamo una proposta evangelica: si attuino i contratti di solidarietà". (Ansa)
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