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Fiat Pomigliano

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Fiat: Marchionne convoca i sindacati per discutere di Pomigliano

Terracciano,segretario dei metalmeccanici Cisl: "Escludo la chiusura. L'azienda sta investendo oltre 700 milioni di euro per modernizzare il sito e per la produzione di una nuova auto"

Fare il punto della delicata fase che vive il mercato automobilistico italiano. Questo è lo scopo della convocazione a Torino, da parte di  Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat, per tutti i sindacati firmatari del nuovo contratto di lavoro.

La riunione si terrà venerdì primo agosto, il giorno prima della pubblicazione della trimestrale che metterà in luce il difficile andamento dei conti italiani per la fabbrica.All’incontro saranno presenti i rappresentanti sindacali della Campania, per discutere il momento complicato per lo stabilimento di Pomigliano d’Arco. Un momento davvero critico. Si lavora a basso regime con un uso sistematico della cassa integrazione per adeguare la produzione a una domanda troppo bassa. 

“La cassa integrazione per il sito campano – spiega Giuseppe Terracciano, segretario dei metalmeccanici Cisl (la Fim) – non ci preoccupa se non nella misura di un mercato che stenta a decollare”.Come si legge in un articolo del Denaro, nei giorni scorsi circola, in maniera insistente, l’ipotesi della chiusura di uno delle cinque fabbriche italiane della Fiat. 

“Escludo che si possa trattare di Pomigliano – continua Terracciano – visto che l’azienda investe oltre 700 milioni di euro per modernizzare il sito e avvia la produzione di una nuova auto. Certo – riconosce – è necessario porre in essere una maggiore sinergia industriale: non è possibile, infatti, che la Fiat produca la Panda a Pomigliano e il vecchio modello della city car in Polonia”.


 

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