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Roghi tossici

Roghi tossici

Pomigliano, assemblea roghi tossici :"Bisogna avere rispetto per il territorio"

Marfella, oncologo: "Abbiamo pensato che il lavoro venisse prima di tutto, anche della salute. Ma non è così. Oggi non ce lo possiamo permettere"

"Non mi sembra giusto dover morire così a causa dell'ignoranza della gente". Sono le parole di Enzo Rea, ricordate durante l'assemblea sui roghi tossici tenutasi domenica presso la villa comunale di Pomigliano d'Arco. Lui era un uomo che ha dovuto affrontare e succesivamente perdere la battaglia contro il cancro a 41 anni.

"Non è possibile che un uomo che sappia cosa vuol dire incendiare la spazzatura e cosa comporta per la nostra salute, voglia continuare a farlo. Potrebbe mettere a rischio anche la salute del proprio figlio. Il problema è che non c'è informazione e dilaga l'ignoranza- dichiara uno degli organizzatori- L'assemblea vuole informare e ricordare quanto è importante per noi essere aggiornati sui pericoli delle nostre azioni".

"Abbiamo pensato che il lavoro venisse prima di tutto, anche della salute, abbiamo per troppo tempo pensato che se c'era più inquinamento, più acido nella terra o sostanze chimiche nell'aria, non faceva nulla. Ma non è così. Oggi non ce lo possiamo permettere. Siamo una regione giovane ma troppo malata e costretta a pagare per la sanità. Dobbiamo impegnarci  ad essere meno individualisti, soprattutto nello smaltimento dei rifiuti. Se noi evadiamo in questo, non campiamo neanche 5 anni- dichiara l'oncologo del Pascale Marfella".

" Quando paghiamo qualcuno per smaltire dei rifiuti  altamente pericolosi, non facciamo alto che firmare la nostra morte- continua il medico- I bambini devono uscire, giocare all'aria aperta ma devono poter respirare". " Si salva solo chi riesce a tutelare il territorio. E noi siamo quelli che lo facciamo peggio. Eppure basterebbero delle unità cinofile, poco corruttibili se non con qualche salsiccia". 

" Ci hanno preso in giro, la differenziata non serve. Dobbiamo diffondere la consapevolezza e tutelare il controllo del territorio. Siamo circondati da aziende che domani andranno in crisi lo stesso, ma che oggi ci stanno ammazzando. Così facendo non diamo posti di lavoro proprio a nessuno"

 " Il bene più grande che abbiamo è il nostro territorio. E la Fiat  ce lo sta distruggendo. Tutte le aziende lo stanno distruggendo"

" Purtroppo le istituzioni non ci sono. Tutti scappano ma la Chiesa c'è e vuole lottare per tutelare la salute dei nostri cittadini- afferma Don Aniello. Ci saremo sempre e continueremo a combattere per questo".

Durante l'assemblea tutti i cittadini hanno potuto parlare e sfogarsi raccontando la propria situazione e la paura che hanno,  guardando negli occhi i propri figli. "Dobbiamo denunciare, ma tutti insieme. Solo insieme possiamo dare voce al nostro territorio e provare a tutelarlo, tutelando anche la nostra salute".

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