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Fiat Panda

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Fiat Pomigliano, la Panda in vendita da febbraio. Presto nuove assunzioni

Confermati i 3 turni, le pause da 10 minuti, la mensa a fine turno e sanzioni ai sindacati per gli scioperi. Il 6 febbraio Porte Aperte dei concessionari. Investimenti per il polo logistico di Nola

A gennaio previste 306 assunzioni per la newco Fabbrica Italia. Si tratta chiaramente di un riassorbimento dei cassintegrati dell’ex stabilimento di Pomigliano. La notizia, riportata dal Mattino (e che discorda leggermente nei numeri rispetto alla Repubblica che segnala invece la cifra di 384) è stata annunciata a seguito di un incontro tenutosi nello stabilimento Giambattista Vico tra  a Uilm, Fim, Fismic e Ugl (organizzazioni sindacali firmatarie dell'accordo  separato dell’11 giugno del 2010 ) e i vertici della newco.

Il riassorbimento si attesterà così a quota 1183 addetti sui circa 5000 previsti quando la linea funzionerà a pieno ritmo. Ma in cassa integrazione ci sono anche moltissime famiglie che lavorano per l’indotto (undicimila erano in totale i cassintegrati tra fiat e aziende fornitrici), le novità positive sembrerebbero arrivare anche in questo senso con la stipula di nuovi contratti con i fornitori. Confermati anche gli investimenti per Nola, dove si trova il polo logistico in cui sono stati trasferiti 300 operai per una particolare formazione.

Dall’inizio di febbraio lo stabilimento di Pomigliano dovrebbe quindi iniziare a lavorare su tre turni per sei giorni alla settimana, così come stabilito dagli accordi. Confermata anche la mensa a fine turno e non più durante l’orario di spacco e tre pause di 10 minuti da farsi in postazione. Resta la conferma anche delle sanzioni per i sindacati che ha proclamano uno sciopero.

La nuova Panda dovrebbe poi essere ufficialmente sul mercato dal 6 febbraio, data entro la quale si prospetta il trasferimento di 7500  vetture alle varie concessionarie che faranno il “Porte Aperte”.

Se per i sindacati firmatari dell’accordo, che procedono alle nomine dei nuovi consigli di fabbrica all’interno dell’azienda, i segnali sono positivi e ci stiamo avvicinando al momento della verità, per la Fiom, esclusa dall’azienda per non aver firmato l’accordo di giugno, si tratta di vera e propria discriminazione nei confronti dei propri iscritti, nessuno dei quali richiamati per ora in newco.

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