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Vivere con gli abusivi: i racconti dei cittadini del parco Di Maio

Dopo il sequestro, il degrado. Gli abitanti non ci stanno e chiedono l'aiuto dello Stato

Aumenta il malessere e l'indignazione degli abitanti del parco Nicola Di Maio di Marigliano. L'intera struttura è stata sequestrata per usura nel novembre scorso al proprietario, omonimo, cittadino di Mariglianella. Uno dei risultati del sequestro è stata l'occupazione abusiva di ben cinque abitazioni da parte di una grande famiglia, probabilmente di Pontecitra, la zona malfamata della città.

Volti segnati da forte preoccupazione e semi-rassegnazione. Gente che ha paura di uscire di casa per non  lasciare libera la propria abitazione, l'angoscia asfissiante di poter perdere tutto quello che hanno creato fino ad ora.

"Ho una pensione davvero minima eppure ogni mese pago l'affitto. La mia situazione non è tanto diversa dagli abusivi eppure tiro su le maniche e cerco di andare avanti, nella legalità - ci racconta un anziano del parco -  Gli occupanti sono persone poco raccomandabili, forse è meglio far finta di niente anche perchè qui nessuno può far niente".

"Io non ho paura di loro - dichiara una mamma di famiglia - la cosa che più mi preoccupa è il degrado. Questo era un parco tranquillo. I bambini potevano uscire fuori a giocare senza problemi. Ora invece, bisogna comunque guardarsi sempre le spalle. Mi auguro che chi di competenza possa risolvere la situazione il prima possibile. Noi stiamo già pensando di trasferirci altrove".

Proprio sull'ultimo punto non tutti i cittadini sono d'accordo. "Se ce ne andiamo, facciamo il loro gioco. Gli lasciamo libertà di agire e le case vuote verranno tutte occupate, una dopo l'altra. Dobbiamo restare e combattere la criminalità insieme. Questo è un nostro dovere".

La paura più grande è lasciare troppo spazio agli abusivi che potranno costituire una sorta di "cittadella del malaffare", una piccola Secondigliano. "Sono tutti imparentati tra di loro, o almeno così vogliono farci capire- dichiara un altro cittadino- sfruttano donne incinte e anziani sulla sedia a rotelle per occupare le abitazioni illegalmente. Dicono di essere poveri ma poi hanno macchine costosissime e un solo obiettivo: quello di governare il parco, farlo diventare una base, una tana del lupo. La maggior parte di noi è brava gente. Questo non può essere che un punto a loro favore. Meno controlli e più libertà".

"Ma a noi chi ci tutela?- afferma un altro abitante - Nessuno ci difende e lo Stato è assente. Neanche i carabinieri hanno potuto far nulla. Questo posto, ormai, è governato dall'anarchia". E c'è chi, tra le famiglie, ha deciso di non pagare più l'affitto, fino a quando non si risolverà la situazione.

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