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Giovedì, 19 Maggio 2022
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"Il giudice di pace non deve andare via da Pomigliano": parola del sidaco

Il primo cittadino Russo: "La scelta di accorpare la sede con quella di Sant'Anastasia finirebbe per penalizzare soprattutto le categorie svantaggiate come anziani e disabili"

Il Giudice di Pace di Pomigliano d’Arco è stato soppresso e accorpato alla sede di Sant’Anastasia: la notizia risale ormai a gennaio scorso ed è quindi da molti mesi che vibrate proteste di avvocati, operatori e cittadini che usufruiscono del servizio hanno scatenato una battaglia perché si faccia un passo indietro rispetto allo schema del dlgs pubblicato dal Ministero della Giustizia e relativo alla revisione delle circoscrizioni giudiziarie.

"La preoccupazione è reale – dichiara il sindaco Russo – perché operatori e cittadini sarebbero costretti a spostarsi a Sant’Anastasia, una scelta che finirebbe per penalizzare, anche e soprattutto, categorie svantaggiate quali anziani e disabili".  Le motivazioni addotte per la soppressione sono quelle ricorrenti in questo periodo riferite ai "tagli" ai costi: l’onerosità del mantenimento della sede e la razionalizzazione delle spese.

"Non sembra sia stato considerato – continua il sindaco – l’inevitabile peggioramento del servizio all’utenza, che dovrebbe essere il primario interesse di chi gestisce la res publica".  E così, dopo una serie di incontri, promossi tra l’altro dal consigliere, nonché avvocato, Peppe Capone, le amministrazioni comunali di Pomigliano d’Arco, Casalnuovo di Napoli e Castello di Cisterna, sensibilizzate dall’Ordine degli Avvocati ma anche dalla cittadinanza, hanno formato un tavolo di discussione sull’argomento per verificare lo stato delle cose e le eventuali possibilità di intervento.

Nel corso di questo percorso partecipativo sono state ascoltate le ragioni degli avvocati, dei rappresentanti dei Comuni interessati ed è stato invitato e ascoltato, il coordinatore dei Giudici di Pace, Avv. Giovanni Manfredi. "A conclusione di questo confronto si è constatato – spiega Russo – che l’economicità prospettata dalla soppressione è minore rispetto agli indubbi disservizi che ne conseguirebbero". Dunque, considerando che lo stabile nel quale è oggi allocato il Giudice di Pace è proprietà del Comune di Pomigliano d’Arco, sito in una posizione centrale e strategica rispetto ai territori interessati e dotato di un ampio parcheggio gratuito, e che gli uffici hanno già un custode dipendente del Comune, le tre amministrazioni comunali hanno concordato di chiedere al Ministero della Giustizia di mantenere la sede di Pomigliano, impegnandosi a distaccare il personale necessario per il suo funzionamento, assumendosi l’onere delle spese delle utenze, della pulizia e della manutenzione ordinaria.

Ebbene, su proposta del sindaco Russo, la giunta comunale ha perciò deliberato di fare istanza al Ministero, impegnandosi, con Casalnuovo e Castello di Cisterna a provvedere al distacco di almeno un dipendente per ciascun Comune, al fine di assicurare i servizi del Giudice di Pace e sostenere, pro quota, le spese.  "Per la città di Pomigliano è un’esigenza importantissima – dichiara il consigliere Capone – mi sono impegnato fin dall’inizio in questa battaglia con l’associazione mandamentale avvocati, sostenendo nelle riunioni le istanze non solo dei consiglieri di maggioranza e opposizione, ma come legale e come cittadino, consapevole dei disagi che uno spostamento comporterebbe per l’utenza".

 

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