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Pomigliano Pomigliano d'arco / Via Ex Aeroporto

Fiat Pomigliano, un operaio: "Lascio il posto a chi ha famiglia"

"Chi può si sacrifichi. Io darò l'esempio, perché non mi tiro indietro di fronte ad un sentimento di solidarietà tra lavoratori che da anni non vedono una busta paga piena"

Chiederò alla Fiat di mettermi in cassa integrazione per il prossimo giro di rotazione, perché io che non ho figli, voglio fare posto a chi ha famiglia":  così dichiara Gerardo Giannone, test driver dello stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco, che già da qualche mese è tornato in fabbrica nel reparto affidabilità e che ora chiede di restare a casa per "un sentimento di solidarietà verso i colleghi che hanno famiglia".

"Chi può si sacrifichi - aggiunge l'operaio - io darò l'esempio, perché non mi tiro indietro di fronte ad un sentimento di solidarietà tra operai che da anni non vedono una busta paga piena, e che ora, in oltre 1900, sono costretti a fare rotazione su poche postazioni di lavoro". Giannone annuncia che proprio sulla problematica legata alla rotazione, giovedì 25 aprile, alle 10.30, ha organizzato un incontro alla Feltrinelli di Pomigliano per una discussione con gli altri operai.

"Chiedo a tutti di partecipare - conclude - anche ai delegati che magari potranno spiegare meglio di me l'accordo siglato con Fiat sulla cig, la rotazione ed il trasferimento di ramo d'azienda. Noi ne discuteremo con spirito costruttivo, per trovare delle soluzioni che diano prospettive a tutti in attesa della ripresa del mercato, perché non si può pensare  ad una guerra tra poveri, né ad una nuova vertenza con l'azienda". (Ansa)

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