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Fiat Pomigliano

Fiat Pomigliano

Pomigliano, dalla mobilitazione operai Fiat ai precari siciliani

Lunedì 28 maggio a Torino è previsto un incontro politico-sindacale. L'obiettivo comune: cambiamento reale e di classe dei rapporti di forza in fabbrica e nella società

La storia dell’Alfa di Arese e quella di Termini Imerese caratterizzate da blocchi della produzione e licenziamenti, anticipano quanto prospettato da Marchionne e Monti per Pomigliano, Mirafiori, le fabbriche del gruppo Fiat e dell’indotto. Anche per loro ci sarà un pesante taglio di servizi pubblici, assistenza e previdenza in atto e la liberalizzazione dei licenziamenti sulla falsariga dell’accordo interconfederale del 28 giugno 2011 e la precarizzazione dell’insieme dei lavoratori in Italia. 

Come si legge in un articolo di Slaicobas.it,  la straordinaria riuscita dell’assemblea operaia nazionale all’Alfa di Arese dello scorso 20 aprile, ha contribuito di fatto all’avvio della mobilitazione e sta, inoltre, anticipando l’urgente bisogno di costruzione di una necessaria prospettiva politico-sindacale per ridare forza all’opposizione operaia e dei lavoratori in generale.
 
Lunedì 28 maggio a Torino, in occasione della causa pilota dei lavoratori di Pomigliano d’Arco che si terrà contro la Fiat, è previsto un incontro delle forze politico-sindacali nella consapevolezza che la lotta operaia in Fiat e quella dei lavoratori pubblici precari siciliani sarà determinante per la creazione di una possibile prospettiva di cambiamento reale e di classe dei rapporti di forza, sindacali e politici, in fabbrica e nella società. 
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