Giovedì, 13 Maggio 2021
Pomigliano via ex aereoporto

Fiat Pomigliano: dal diario di un operaio

"Gli operai assunti in FIP hanno abbandonato ogni illusione. Il piano Marchionne è una fregatura. Tutti lavorano come bestie per poco o niente"

Bazzicando il pianeta on line, abbiamo trovato una lettera scritta da un operaio di Pomigliano d'Arco e pubblicata su operaicontro.it. Una sorta di diario di viaggio, quel viaggio che i lavoratori stanno facendo in questo periodo di crisi all'interno dello stabilimento campano. Di seguito la riportiamo per intero.

"Mercoledì 21 novembre Pomigliano. Assemblea sindacale in fabbrica. Tutti i sindacati non collaborazionisti esclusi. Presenti quindi UIL FIM UGL FISMIC. La partecipazione operaia non è alta. Molti ne approfittano per riposare.Ciononostante, l’assemblea pur organizzata in modo blindato, rimane in gola ai collaborazionisti e al padrone. Terracciano dirigente FIM viene fischiato a più riprese.

Per troppa stupidità o troppa arroganza fa due passaggi di troppo.Prima afferma: “Non lamentiamoci i dirigenti mica stanno con la frusta in mano”!

E giù la prima salva di fischi.Poi, non contento insiste: “Se avete lamentele fatele ai vostri delegati che sono sempre con voi”! E qui la riprovazione degli operai è plateale.Nonostante le spie dell’azienda, nonostante i sindacalisti venduti, nonostante i ricatti, la rabbia comincia a manifestarsi a Pomigliano.

Gli operai assunti in FIP hanno abbandonato ogni illusione. Il piano Marchionne è una fregatura. Lavorano come bestie. Guadagnano poco come prima. Spesso sono a cassa integrazione. I capi sono diventati insopportabili. E cosa peggiore, pur avendo dovuto accettare tutto questo per sopravvivere, la fabbrica non è sicura. La Panda non si vende e lo stabilimento così non ha prospettive.A quando la ribellione aperta?"

 

 

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