Pomigliano Via Ex Aeroporto

Fiat Pomigliano, gli operai: "No alle differenze tra lavoratori"

"Vorremmo si facesse un ulteriore sforzo per l'avvio del terzo turno anche con meno richieste del previsto"

Fiat Pomigliano

Eliminare le differenze tra gli operai che lavorano e quelli ancora in cassa integrazione facendo scattare il terzo turno e consentendo la rotazione senza più differenze tra le varie aree di lavoro individuate al Giambattista Vico all'atto della cig per riorganizzazione aziendale, ed eventualmente spostare i 19 della Fiom nel vicino centro ricerche Elasis.

Lo chiede un gruppo di circa duecento operai dello stabilimento automobilistico di Pomigliano d'Arco, in una lettera indirizzata, tra gli altri, al presidente della Fiat, John Elkann, al quale si rivolgono "perché - dicono - è stato un operaio come noi", e al presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro. Nella lettera, che sta ancora circolando tra i lavoratori per racimolare altre adesioni, gli operai scrivono che "Elkann sa bene che la sfida di Pomigliano non si è ancora conclusa", e sebbene abbiano apprezzato il trasferimento di ramo d'azienda della newco, vogliono anche "che non ci siano più distinzioni fra colleghi, abolendo definitivamente l'idea della suddivisione in tre aree, in quanto in 1971 sarebbero costretti a ruotare su 400 postazioni. Una cosa da pazzi".

"Se l'idea è venuta per il 'problema' dei 19 della Fiom - aggiungono - vi chiediamo da subito di trasferirli a fare i driver nel centro ricerche Elasis, in modo che non siano discriminati e lavorino come ognuno di noi, anche se disapproviamo le cause messe in campo dalle tute blu di Landini".

I lavoratori dello stabilimento Fiat di Pomigliano firmatari della lettera, inoltre, chiedono un "ulteriore sforzo con l'avvio del terzo turno anche con meno richieste del previsto ed eventualmente fare Cig sulla settimana di notte". Un'eventualità che, secondo i lavoratori, potrebbe essere possibile anche grazie all'intervento della Regione, che potrebbe coprire "in parte i maggiori oneri provenienti dalla messa al lavoro di tutti i 4500 operai di Pomigliano, con varie leggi di sgravio.

Ma ricordiamo - aggiungono - che alla Regione costa meno una settimana di Cig per 4500 operai che un mese per 1500 di loro". Gli operai, inoltre, chiedono ai segretari regionali di Cisl e Uil, che sono tra i destinatari della lunga lettera, "di intervenire in modo deciso ed autorevole sulle proprie categorie di fabbrica affiché venga sanato quel vulnus di democrazia che manca da 7 anni, cioé, far votare agli operai i propri delegati".

"Non riteniamo giusto il fatto che per noi debbano decidere persone che non hanno mai avuto nessuna legittimazione elettorale - scrivono i lavoratori, la maggior parte dei quali è in cig, ma tra loro ci sono anche una ventina di operai provenienti dalla newco - per fare le elezioni delle RSA anche con operai in CIG è possibile, basta attrezzare un seggio fuori all'ingresso 2, volere significa democrazia". Un'idea, quella di far votare i lavoratori per decidere i nominativi delle proprie rsa, che sembra essere sposata anche dalla Uilm, e da parte della Fim.
(Ansa)

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