Pomigliano Via Ex Aeroporto

Fiat Pomigliano, un ex operaio: "Per vivere faccio il parcheggiatore abusivo"

"Tempo fa sono stato costretto ad abbandonare la casa nella quale vivevo, non riuscivo a pagare l'affitto. Ora sto mia suocera con mia moglie e i miei due bambini". L'intervista

"La cassa integrazione scadrà a giugno, poi ci saranno due anni di mobilità e poi il niente assoluto. Allora avrò 43 anni. Chi mi darà un lavoro?". Queste le parole di un operaio Fiat in cassa integrazione da 4 anni. Parole che trafiggono il cuore come una lama tagliente, che lasciano sconcerto e un pò di imbarazzo.

"Mi danno 900 euro al mese, 500 euro sono per l'affitto e il resto lo usiamo per sopravvivere anche se è davvero poco e sono costretto a fare qualche lavoretto abusivo nel mentre", racconta a PomiglianoToday. Gennaro, operaio della Fiat dal 1999, per racimolare un pò di spiccioli fa il guardiano di automobili in un ospedale della zona. "Riesco a guadagnare 10/20 euro al giorno. É davvero impossibile portare avanti una famiglia così. Ho due figli piccoli che vanno a scuola e le spese per loro non finiscono mai. Ho paura di non farcela. Tempo fa sono stato costretto ad abbandonare la casa nella quale vivevo, non riuscivo a pagare l'affitto. Sono andato a vivere da mia suocera, con mia moglie e i miei due bambini".

L'atteggiamento di Gennaro cambia quando si parla di Marchionne. "É lui la causa di tutto questo disastro, prima non sarebbe successo. La sua voglia di portare macchine italiane all'estero ci ha distrutto e ha distrutto la vita di intere famiglie. Qualche volta parlo con gli operai che sono rimasti nello stabilimento a lavorare. Mi dicono che il lavoro c'è, che fanno turni massacranti e che non hanno neanche un giorno di festa. Se qualcuno si ammala, vanno a prenderlo a casa. E allora io mi chiedo: se il lavoro c'è, perchè non ci fanno tornare? Perchè non ci vogliono far vivere?".

"Quelli che lavorano ancora, non hanno tempo per scioperare, ognuno pensa a portare il pane a casa. Dovremmo unirci e non restare separati. Dovremmo combattere l'uno per l'altro ma spesso questo non succede. Chi sta bene ha paura di perdere tutto quello che ha".

Qual è il suo desiderio ora? "Tornare in fabbrica. "Vorrei lavorare, fare turni estenuanti e massacranti ma sentirmi un uomo, un padre di famiglia appagato e sereno".

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