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Cuore spezzato Fiat, adesso si “impacchettano” anche gli operai

In risposta alla mossa di marketing del Lingotto dei giorni scorsi, sei cassintegrati del Wcl di Nola hanno "fatto il verso" all'azienda. Sono in Cig dal 2008, quando furono trasferiti da Pomigliano

La protesta (foto@LaboratorioPoliticoIskra)

La mossa di marketing della Fiat, che ha “impacchettato” le auto straniere dei suoi dipendenti per invogliarli a comprare le proprie, ha suscitato nei giorni scorsi ilarità e qualche malumore. Tra cellophane e “cuori spezzati”, oggi è stato il turno di alcuni impiegati: sei cassaintegrati del reparto logistico di Nola hanno “fatto il verso” al Lingotto, “impacchettandosi” a loro volta ai cancelli di Pomigliano, e dicendosi anch'essi “con il cuore infranto”, ma per il fatto che dopo cinque anni di Cig continuano a non lavorare.

Si tratta di appartenenti al Comitato cassaintegrati e licenziati dello stabilimento di Pomigliano, dal 2008 trasferiti al Wcl di Nola. Un centro in realtà mai entrato in funzione. Hanno esposto sul petto un cuore con la scritta “Caro Marchionne nonostante abbiamo il cuore infranto, perché deportati ingiustamente 5 anni fa a Nola, la lotta dei 316 per il reintegro a Pomigliano non si ferma”.

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