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Fiat: "Assumere a Pomigliano significherebbe cassa integrazione"

In una nota ufficiale il gruppo torinese ha annunciato che farà ricorso alla sentenza emessa dal tribunale di Roma perché l'ordinanza "arrecherebbe un danno irreparabile all'attuale contesto lavorativo in FIP "

Nonostante l'inaugurazione dello stabilimento in Cina per la produzione della berlina Viaggio, dalle parti del Lingotto, l'aria che si respira non è delle migliori dopo la sentenza del tribunale di Roma che impone il reintegro di 145 persone nello stabilimento di Pomigliano d'Arco. In una nota ufficiale il gruppo torinese ha annunciato che farà ricorso perché l'ordinanza “arrecherebbe un danno irreparabile all'attuale contesto lavorativo in FIP ".
 
Secondo la Fiat, al momento il numero di dipendenti dello stabilimento campano, sono più che necessari per costruire la nuova Panda. “Qualsiasi ulteriore assunzione comporterebbe il contemporaneo ricorso alla cassa integrazione, o a procedure di mobilità".
 
Il confronto con le parti sociali è ancora infuocato, considerato che, come si legge in un articolo di alvolante.it, ad oggi delle circa 5000 persone impiegate in precedenza, sono poco più di 2000 quelle che sono state riassunte sulla base dei nuovi accordi sindacali.
 
 
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