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Castello di Cisterna: partono le bonifiche sul territorio ma è polemica

Il piano di pulizia è stato altamente criticato. "Troppi tagli sulle zone da controllare e la gente continua a morire"

Nell'intera provincia di Napoli, classificata dalla prestigiosa rivista medica americana “Lancet Oncology”, come capitale degli sversamenti illegali, sono stati riconosciuti solo 26 siti da bonificare. Secondo gli ambientalisti, invece, sarebbero addirittura 35 i siti pericolosi in base al piano di bonifica, redatto dall'ex commissario straordinario per l'emergenza rifiuti Guido Bertolaso.

 Viene, come si legge in un articolo di marigliano.net,  garantita la bonifica del sito di ecoballe di Boscofangone, masseria Verduzio e del terreno "ex Sasso" di via Spione, acquisito al patrimonio comunale dove furono sversati oli esausti nel terreno. Solo a Mariglianella, le aree contaminate sono 13 tra cui la famosa "Agrimonda", che avrebbe contaminato il suolo e le acque sotterranee con rifiuti tossici, mentre a Brusciano i luoghi contaminati  sarebbero solo 10.

Venti le aree pericolose a Castello di Cisterna tra cui due rivendite di carburanti, un sito di stoccaggio di idrocarburi e un’industria chimica dove si sarebbero depositati pericolosi alifatici clorurati.


 

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