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"Alba dorata" a Napoli, manifestazione rinviata: troppa tensione

L'appuntamento era stato fissato alle ore 15 nel Teatro Palapartenope, poi anticipato alle 11 su sollecitazione delle forze di polizia ed infine annullato. Ondata di indignazione sulla rete

Dicono di non avere colori politici e annunciano che una delle prime battaglie sarà quella di eliminare l'Euro "per non essere più schiavi dell'Unione Europea". Sono i promotori di 'Alba Dorata Europa' - nome che richiama il partito greco di estrema destra ma al quale nessuno degli aderenti almeno pubblicamente riferisce di richiamarsi - che oggi si sarebbero dovuti incontrare a Napoli per quella che doveva essere l'assemblea costituente.

Ma dopo una giornata carica di tensioni l'appuntamento è stato rinviato a data da destinarsi. Il fondatore si chiama Vincenzo Maresca. E' nato a Torre Annunziata, in provincia di Napoli, ma vive e lavora da più di 20 anni a Pordenone, in pieno Nord Est. L'appuntamento era stato fissato in un primo momento alle ore 15 nel Teatro Palapartenope, nel quartiere di Fuorigrotta, poi anticipato alle 11 su sollecitazione delle forze di polizia ed infine annullato perché, hanno rilevato gli organizzatori, "ci sono state troppe tensioni". "Non siamo sognatori che rincorrono un'idea e un ideale, siamo consapevoli delle difficoltà che incontreremo ma allo stesso modo siamo determinati a lottare per conseguire i nostri obiettivi. Noi - annunciano - non staremo fermi a guardare mentre questo governo dell'inganno si prepara a toglierci tutte le libertà che i nostri vecchi si sono guadagnati con fatica in passato". L'iniziativa ha provocato, come detto, un'ondata di indignazione sulla rete e l'annuncio di una contromanifestazione organizzata dagli aderenti al movimento 'Napoli antirazzista e antifascista'.


"Non sappiamo - è scritto in una nota - se i promotori abbiano un reale legame organizzativo con il partito greco di Alba Dorata oppure più probabilmente cercano solo di sfruttarne la tristissima notorietà". Viene però giudicato "grave che qualcuno lanci una proposta di 'costituente' ispirata al più pericoloso partito neonazista europeo, una autentica emergenza democratica". Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, aveva sottoscritto una petizione, firmata anche da artisti come i 99Posse, che chiedeva alle istituzioni di vietare la manifestazione. L'incontro del movimento veniva giudicato "una cosa indegna: io ha già espresso il mio disappunto firmando la petizione contro l'iniziativa. Il mio pensiero è chiaro. Sono il sindaco di una città che è stata in prima linea nella resistenza contro il fascismo. Queste iniziative a Napoli sono ignobili". (Ansa)

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