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Tre milioni per Bagnolifutura, de Magistris firma l'ordinanza

I fondi sono quelli stanziati dal ministero dell'Ambiente per la bonifica di Bagnoli. Serviranno a mettere in sicurezza il sistema di estrazione delle acque di falda nell'area ex Italsider

La colmata

Luigi de Magistris ha firmato un'ordinanza che permetterà, attraverso la spesa di tre milioni, la messa in sicurezza del sistema di estrazione e trattamento delle acque di falda nell'area ex Italsider. Si tratta del primo intervento richiesto dal Tribunale di Napoli a Bagnolifutura dopo li sequestro, disposto lo scorso 8 aprile, dell'intera zona di proprietà della società di trasformazione urbana.

È stato lo stesso Tribunale, nominando il presidente della Stu Bagnolifutura Omero Ambrogi custode ed amministratore dei terreni sequestrati, ad indirizzare questi verso il “recupero di efficienza del complessivo sistema di messa in sicurezza di emergenza già costruito nel 2002 ed in parte implementato nel 2008 funzionale, ad evitare la dispersione degli inquinanti in aria o in mare”; nonché a rendere il presidente della società partecipata responsabile di “predisposizione ed attuazione di un sistema stabile e continuo di controlli di qualità delle acque in ingresso ed in uscita dal sistema depurativo”.

Sottolineato che è “primario interesse dell'amministrazione che venga evitato ogni ulteriore danno ambientale”, il vicesindaco Sodano aveva invitato il presidente di Bagnolifutura a comunicare al Comune i provvedimenti che sarebbero stati assunti dalla società per adempire alle disposizioni della magistratura. I tre milioni stanziati da de Magistris sono esattamente la cifra richiesta da Bagnolifutura al Comune per realizzare l'opera. Si tratta di fondi che provengono dal finanziamento del ministero per l'Ambiente per la bonifica di Bagnoli.

“Con questa ordinanza – ha detto il vicesindaco Tommaso Sodano – l'amministrazione Comunale sta operando il primo fondamentale passo che, nell'ambito delle richieste fatte al governo, si pone come obiettivo di guardare in maniera complessiva alla questione dell'area di Bagnoli, che ha ormai una priorità nazionale. È necessario trovare le risorse e le soluzioni per dare risposte concrete dopo gli errori commessi negli anni passati. Stiamo lavorando col ministero dell'Ambiente per ridefinire un nuovo accordo di programma che contempli sia la rimozione della colmata e la bonifica dei fondali, che il completamento delle bonifiche delle aree sottoposte a sequestro. Che permetta, dunque, la definitiva riconsegna dell'area di Bagnoli alla fruizione dei cittadini”.

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