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Terme di Agnano

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Crisi Terme di Agnano, tra dissesto economico e lavoratori in rivolta

La presidente del cda De Nigris ha riferito al Comune di una situazione finanziaria sconfortante. Una crisi dovuta anche "all'entità del personale e alla sua bassa qualificazione". I dipendenti non ci stanno

La situazione alle Terme di Agnano si fa incandescente: da un lato il cda, interpellato dal Comune, presenta un quadro finanziario particolarmente critico; dall'altro i dipendenti sono sul piede di guerra perché esplicitamente accusati di corresponsabilità nella crisi e perché vogliono rassicurazioni sul loro futuro occupazionale.

La presidente del cda Marinella de Nigris pochi giorni fa ha incontrato la commissione Beni comuni del consiglio comunale. Sconfortante il quadro emerso dall'incontro: serie problematiche finanziarie in ogni articolazione della società (complesso alberghiero e ristorante, complesso benessere con spa e piscine, aree verdi, area agricola, complesso termale in convenzione con l'Asl Napoli 1, sorgenti minerali e area archeologica), indebitamento al quale le banche non vogliono fare fronte, problemi di gestione per “l'entità del personale, 81 lavoratori per un costo annuale di 3 milioni di euro”, e per la sua “bassa qualificazione".

I lavoratori non ci stanno. Forti i contenuti del volantino che hanno distribuito in occasione del loro sciopero di otto ore di ieri l'altro. In esso gli 81 dipendenti si sono definiti “stanchi delle continue inaccettabili ed ormai insopportabili provocazioni, ingiurie ed offese"cui vengono sottoposti "dalla presidente del cda Marinella De Nigris”, e hanno manifestato “viva protesta per il modo inadeguato in cui sono costretti ad operare al servizio dell’utenza delle terme e dell’albergo”, stigmatizzando “l'incapacità ad intrattenere corrette e proficue relazioni sindacali da parte di chi è stato chiamato a guidare dalle istituzioni un'azienda importante e prestigiosa quale quella delle Terme di Agnano”.

Cgil, Cisl, Uil e lavoratori hanno invitato quindi “per l’ennesima volta il Comune di Napoli a voler assumere finalmente le più opportune iniziative per garantire un futuro all’azienda e a tutti i lavoratori, e perché siano rispettate i ogni sede e pubblicamente le professionalità e l’impegno di ciascun lavoratore” e minacciato ulteriori scioperi. La prima manifestazione si è tenuta già nella serata di ieri: un sit in fuori palazzo San Giacomo, per chiedere un tavolo di trattativa con il Comune.
Tutto questo mentre è in corso, come ha precisato la stessa presidente De Nigris, il bando internazionale per l'individuazione del soggetto a cui cedere - mediante un contratto di affitto d'azienda trentennale - l'attività di gestione dell'intero complesso.

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