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Città della Scienza dopo il rogo

Città della Scienza dopo il rogo

“No a Città della Scienza ricostruita sul lungomare": comitati pronti ad azioni legali

Il 19 novembre a Roma il Comune potrebbe ratificare l'accordo per la ricostruzione del polo museale lì dov'era prima del rogo. I comitati cittadini protestano: “Quelle aree sono destinate a spiaggia pubblica”

Comitati e movimenti insieme per spostare Città della Scienza dal lungomare di Bagnoli, così da realizzare un spiaggia pubblica da Nisida fino a La Pietra. L’appello, a cui seguirà un incontro fissato per lunedì 18 novembre alle 16,30 presso l'aula multimediale del Comune in via Verdi, è promosso dal comitato “Una spiaggia per tutti”, Italia Nostra, Fai, Assise della città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia, dal gruppo consiliare “Ricostruzione Democratica”, dall'associazione “Salviamo Bagnoli”, dal comitato “Portosalvo”, da Medicina Democratica, oltre che dalla Federazione dei Verdi, e da Verdi Ambiente e Società. Tra i firmatari, anche Vezio De Lucia, padre del piano per Bagnoli, e Renato De Falco, ex assessore all'Urbanistica della giunta de Magistris.

“Via Città della Scienza dal lungomare destinato a spiaggia pubblica – scrivono i promotori dell'appello – nessun accordo sulla testa dei cittadini”. Il riferimento è al punto d'incontro che l'amministrazione de Magistris ha trovato con la Fondazione Idis: un arretramento della struttura (da ricostruire) di qualche metro, così da permettere comunque la presenza di una spiaggia pubblica nei suoi pressi. Un accordo “che potrebbe essere definito martedì 19 novembre a Roma tra Comune, Governo e fondazione Idis, consentendo a quest'ultima di riedificare in loco gli edifici bruciati il 4 marzo”.

“Città della Scienza va ricostruita altrove, quelle aree sono destinate integralmente a spiaggia pubblica, bisogna rispettare le leggi nazionali e gli strumenti urbanistici – dicono Massimo Di Dato del comitato “Una spiaggia per tutti” e Guido Donatone di Italia Nostra. “De Magistris dimentica forse che l'Idis voleva farci anche un approdo per gli aliscafi, alla faccia della balneazione? – continuano – Siamo pronti sia alla mobilitazione civile che ad azioni giuridiche contro ogni compromesso con l'Idis, contrario alla legge ed agli interessi pubblici”. “Non si risponde ad un atto criminale come l'incendio violando le leggi – aggiungono infine Di Dato e Donatore – ma indagando per individuare i colpevoli, come sta facendo la magistratura”.

“In questo modo – spiega l'appello – si nega ogni reale partecipazione civica e si compromette il recupero ad uso balneare del litorale di Bagnoli, violando la legge 582/96, la variante per l'area occidentale del 1998, il Pua del 2005 e finanche la delibera d'iniziativa popolare sostenuta da 13mila napoletani ed approvata il 25 settembre 2012 dal consiglio comunale, che impegna sindaco e giunta a destinare ad uso balneare gratuito tutta la costa tra Nisida e La Pietra”.

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