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Città della Scienza dopo il rogo

Città della Scienza dopo il rogo

Inchiesta sul rogo di Città della Scienza, è sempre più “pista interna”

Le indagini fino ad ora non hanno potuto contare su testimonianze utili a fare luce su quanto accadde lo scorso 4 marzo, ma gli inquirenti sembrano vicini ad emettere i primi avvisi di garanzia

Ad un anno dal rogo doloso che distrusse Città della Scienza, gli inquirenti sembrano essere sempre più vicini alla verità: la pista più verosimile, a questo punto, è che sia stato “qualcuno all'interno” ad appiccare le fiamme, nel tentativi di richiamare l'attenzione sulla struttura in un momento – se ne paventava la chiusura – di forte difficoltà.

Non si esclude che nei prossimi giorni le indagini possano sfociare in avvisi di garanzia. La ricostruzione fatta dai pm Michele Del Prete e Ida Teresi, con il coordinamento del procuratore aggiunto Giovanni Melillo, si basa su perizie e ricostruzioni logiche, laddove a distanza di un anno non sono emerse testimonianze utili a fare luce su quanto accaduto.

Gli inquirenti hanno ad ogni modo elaborato una ricostruzione dei fatti che tiene conto di tutti gli elementi della vicenda, come ad esempio il fatto che le fiamme sono state appiccate nel giorno di chiusura della struttura e dopo la fine delle prove di uno spettacolo, proprio ad evitare rischi per le persone.

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