Domenica, 16 Maggio 2021
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Rogo Città della Scienza, tre mesi dopo: “Vogliamo i colpevoli”

Tra ottimismo e preoccupazioni, il museo si tira su le maniche proseguendo la propria attività. "Ma vogliamo sapere chi è stato ad appiccare l'incendio, e lo sblocco dei pagamenti ai lavoratori", spiega Enzo Lipardi di CdS

Il rogo del 4 marzo

Da un lato l'ottimismo, alimentato dalla gara di solidarietà e dai tanti impegni incassati, dall'altro la preoccupazione per i tempi incerti della ricostruzione legati al dissequestro dell'area. Su tutto l'amarezza di non poter ancora dare un volto a chi il 4 marzo scorso ha dato fuoco a Città della Scienza. Tre mesi e mezzo dopo il rogo che ha distrutto il polo scientifico partenopeo, sentimenti contrapposti segnano lo stato d'animo di chi lavora alla sua ricostruzione. A partire dal fatto di non poter ancora sapere la verità: “Questa è la cosa che ci inquieta di più - dice il consigliere delegato di CdS Enzo Lipardi - il fatto di non sapere ancora nulla. Ci spaventa che dopo una cosa del genere non ci sia ancora un volto e un perché”.

Ma ci sono anche altri motivi di preoccupazione: “L'area su cui deve risorgere il museo è ancora sotto sequestro e ciò non ci consente di fare i rilievi e i saggi necessari alla realizzazione del progetto per il nuovo museo. Non solo. In quell'area c'è una cabina di regia che governa il funzionamento, dal punto di vista elettrico e idrico, di una serie di impianti che adesso soffrono. Gli alberi, non essendo più innaffiati, stanno morendo. Anche il ristorante è in sofferenza: il personale è stato messo in mobilità. Dopo tre mesi e mezzo siamo preoccupati e spaventati dalle lungaggini dell'inchiesta. Capiamo i tempi della magistratura, ma sarebbe ipocrita nascondere il danno”. Così come irrisolta è la vertenza sulle spettanze arretrate vantate dai lavoratori: "C'è stato un impegno del ministero - ricorda Lipardi - a liquidare i fondi bloccati entro il 20 giugno. Ad oggi non abbiamo visto ancora niente”.

C'è poi la Città della Scienza che ride e che guarda con fiducia al suo futuro: le attività didattiche sono riprese, grazie all'apertura di uno spazio dedicato ai bambini. E così le visite di scolaresche e appassionati, regolari come un tempo. Sul tema dello sviluppo e dell'innovazione è stato aperto un fab-lab al servizio dell'artigianato. E poi la macchina della solidarietà, che non si è mai fermata: ad oggi è stato raccolto un milione di euro e non passa giorno che non ci siano iniziative di solidarietà per la rinascita del museo partenopeo. L'ultima vede per protagonista una scuola di Somma Vesuviana (Napoli), il II circolo didattico Don Minzoni, i cui allievi hanno raccolto 8mila euro coinvolgendo anche le istituzioni. E anche la comunità scientifica internazionale non fa mancare il proprio apporto: a ottobre una raccolta fondi sarà promossa in tutti gli Stati Uniti dall'ambasciata italiana in America e dall'associazione che raccoglie i Science Center americani. Nel frattempo c'è un'estate fatta di campus di una settimana tra gioco e scienza rivolti ai bambini. Gli unici per i quali Città della Scienza non ha mai veramente chiuso.

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