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Danza al San Carlo: doposcuola in movimento per 100 ragazzini della periferia

Il nuovo progetto del Teatro sarà realizzato nel quartiere di San Giovanni a Teduccio

Aiutare i bambini a conoscere meglio il proprio corpo, la musica, la danza attraverso il gioco. E' questo l'obiettivo di 'Doposcuola in movimento', il nuovo progetto del Teatro San Carlo che prenderà corpo nei locali dell'ex Cirio a Vigliena, nel quartiere di San Giovanni a Teduccio.

Il progetto, illustrato alla presenza del sindaco e presidente della Fondazione San Carlo Luigi de Magistris, della soprintendente Rosanna Purchia, della direttrice del Corpo di ballo del Massimo partenopeo e tutor del progetto Alessandra Panzavolta e della ex ballerina Lina Pugliese responsabile del programma, è rivolto ai bambini di età compresa tra gli 8 e i 13 anni che vivono nell'area orientale di Napoli e, dunque, nei quartieri di Barra, San Giovanni e Ponticelli.

''La realizzazione di questo progetto - ha detto la soprintendente Purchia - significa che questi laboratori aperti nel 2011 continuano a crescere e dimostrano che il San Carlo è sempre attento al nostro territorio, alla città''. Tre le sezioni in cui si articola il laboratorio: 'Giocando danzando' che vuole essere un viaggio nel proprio corpo per potersi muovere con disinvoltura, coordinazione e naturalezza; 'Danzando la tradizione' in cui attraverso le danze popolari si mira a far conoscere la grammatica di un popolo; 'Osservando la danza' in cui attraverso la videoproiezione di balletti, film, musical, cartoni animati si vuole far conoscere, divertendosi, l'arte del movimento e della danza nel mondo.

''L'aspetto ludico - ha spiegato Panzavolta - è fondamentale. Questa non vuole essere un'accademia, una scuola di danza ma un'occasione per offrire a questi ragazzi l'opportunità di conoscere se stessi, il mondo, la musica, mostrando loro ciò che di bello c'è al mondo per offrirgli una speranza''. Il corso, che si svolge due volte alla settimana, è gratuito e inizierà a novembre per concludersi nel mese di luglio 2014. Unico requisito per la partecipazione, la residenza nei quartieri dell'area orientale di Napoli.

Il San Carlo ha stimato di poter accogliere oltre 100 ragazzi da dividere in gruppi in base all'età. ''Questo impegno del San Carlo - ha detto il sindaco de Magistris - dimostra che un elite del teatro mondiale come il San Carlo è al servizio di persone che non avrebbero mai pensato di potervi accedere. La cultura - ha aggiunto - è di tutti e deve essere sempre più partecipata dal basso. La gente in un momento di crisi economica non rinuncia a partecipare ad appuntamenti o a eventi culturali perchè ha bisogno di stare insieme, di provare emozioni''. Il sindaco ha anche sottolineato l'impegno di tutto il personale che opera al Massimo partenopeo e interrogato sulla possibilità di dare più spazio al teatro come forma espressiva ha sottolineato la necessità che ''Napoli abbia una scuola pubblica di teatro'' che coinvolga il San Carlo e il Mercadante e per la cui realizzazione ''stiamo - ha concluso il sindaco - cercando linee di finanziamento''. (Ansa)

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