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I lavoratori del San Carlo: "Non ci dimettiamo, aiutateci a salvare il teatro a Napoli"

I manifestanti hanno letto, tra gli applausi del pubblico, prima dell'inizio del "Barbiere di Siviglia", un comunicato dove chiedono alle istituzioni di difendere il teatro

“Non accettiamo che il teatro e Napoli subiscano nuovamente, a distanza di soli due anni, la mortificazione di un commissariamento, non ci dimettiamo", è la nota letta, tra gli applausi del pubblico, da un rappresentante dei lavoratori del San Carlo, prima dell'inizio del "Barbiere di Siviglia", dove era presente anche Luigi de Magistris. Il pubblico si è lanciato nel grido di Viva il San Carlo alla fine del discorso. I lavoratori del San Carlo hanno dunque garantito il regolare svolgimento della rappresentazione.

"Napoli esige rispetto. Non pagheremo il prezzo dei fallimenti altrui. Ci aspettiamo - è scritto nel documento - che il pubblico comprenda le nostre ragioni. La solidarietà più concreta finora è arrivata dal presidente della Fondazione, Luigi de Magistris, che ha destinato al teatro 40 milioni. Ci aspettiamo segnali reali anche dalle altre istituzioni, chiediamo con decisione che il Cda si ricomponga costruendo quel 'patto di sindacato delle istituzioni' necessario alla difesa delle eccellenze del nostro territorio".

Proteste al San Carlo (Foto N.Clemente)

Dal canto suo il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, arrivato al San Carlo direttamente da Roma, dove nel pomeriggio ha incontrato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Patroni Griffi, al momento dell’ingresso al teatro ha ribadito: “Al commissariamento non voglio neanche pensarci''

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