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La frangia degli "Ultras liberi di esserlo"

La frangia degli "Ultras liberi di esserlo"

Guerra di scritte fra ultrà: in pericolo i monumenti cittadini

Una nuova sigla di ultrà del Napoli, "Ultras Liberi di esserlo", ha imbrattato un muro panoramico su via Manzoni. L'ennesimo episodio di una guerra tra frange, che non risparmia chiese e monumenti

Riprende la gara di emulazione a colpi di scritte, sempre più grandi e vistose, tra i gruppi di tifosi ultrà del Napoli. Un'enorme scritta tracciata con vernice nera è apparsa all'inizio di via Manzoni, sul muro dipinto di fresco dopo un crollo avvenuto lo scorso inverno. "Testa rasata, giubbotto nero, cinta slacciata, la mente sempre più malata", dice il testo, una specie di codice estetico, firmato dalla sigla "Ultras Liberi di esserlo".

La scritta, che deturpa un belvedere panoramico della città, è stata tracciata in due notti di lavoro. Lasciata a metà tra domenica e lunedì, forse a causa di una brusca interruzione, è stata completata e firmata la scorsa notte. Altre scritte di gruppi estremi del tifo compaiono in zone panoramiche, come via Acton, nei pressi dello stadio San Paolo e nel centro storico. Servono a “marcare il territorio” e a testimoniare le forze organizzative delle frange ultrà.

Tifo organizzato e bombolette, un binomio che ha un impatto pesante sui monumenti della città. Secondo una recente indagine nove monumenti su dieci a Napoli sarebbero deturpati da scritte. Neanche chiese importanti come Santa Chiara e San Domenico Maggiore sono state fin qui risparmiate.

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