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Simposio Cardiologia: nella foto dott. Giuseppe Clemente

Simposio Cardiologia: nella foto dott. Giuseppe Clemente

Bypass coronarico o angioplastica: simposio alla Clinica Mediterranea

Bypass coronarico o angioplastica, qual è la metodica migliore per i pazienti affenti da malattia delle coronarie, è stato il tema del simposiono tenutosi presso la Clinica Mediterranea

L'avvento dell'angioplastica coronarica nel 1977 e dei successivi stent, con le relative continue evoluzioni, fu accolto da molti cardiologi con grande entusiasmo tanto da far prevedere a qualcuno che "entro dieci anni il bypass coronarico sarà una procedura obsoleta". Non è stato così. Il bypass è rimasto uno degli interventi chirurgici maggiori più eseguiti al mondo, il Trial SYNTAX ha mostrato che a 5 anni in molti sottogruppi di pazienti è la migliore forma di trattamento della cardiopatia ischemica in termini di mortalità e/o qualità della vita.

Il confronto con la rivascolarizzazione percutanea è stato tuttavia un grande stimolo a una evoluzione delle tecniche (cuore battente, no touch technique, procedure ibride, supporti esterni agli innesti venosi ecc...) per ridurre il trauma chirurgico e ulteriormente stabilizzare i risultati. Il pendolo della rivascolarizzazione miocardica continua a oscillare fra bypass e angioplastica.

Il simposio "CORONARY ARTERY BYPASS SURGERY: REVIVAL AND RESTYLING OF A MYTH", voluto dal professor Chiariello, che si è tenuto presso la Clinica Mediterranea ha avuto l'obiettivo di contribuire a definire il punto di discriminazione della migliore indicazione di ciascuna delle due metodiche, allo scopo di assicurare sempre il migliore trattamento ai nostri pazienti.

Nel corso del simposio in particolare è stata valorizzata l'importanza del medico di medicina generale cardiologo, che ha il compito della prevenzione primaria e secondaria sul paziente, per impedire che vada incontro a intervento di rivascolarizzazione miocardica e il compito è di modificare e monitorare stili di vita,abitudini alimentari e controllare l'efficacia della terapia farmacologica.

"Solo con l'interazione tra medico del territorio e i cardiochirurghi potrà migliorare la prognosi del malato. Se il paziente continua a fumare o a mangiare indiscriminatamente e non si cura e se ha valori alti di colesterolo o ha avuto un infarto e pensa che ingerendo la statina (il farmaco che regola il colesterolo) può mangiare quanto vuole, si sbaglia di grosso. E' vitale che il paziente segua uno stile di vita sano che va accompagnato alla terapia farmacologica, altrimenti è tutto inutile", afferma il dott. Giuseppe Clemente, autore dell'intervento "Extrahospital care of the coronary patience".

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