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Villa comunale nel degrado. "Ma presto cambierà volto"

Sui lampioni della Cassa armonica demoliti pochi giorni fa: "Un brutto esempio di autolesionismo. Erano stati progettati in carbonato per evitare il vandalismo e i ferimenti. È stato inutile"

"Un brutto esempio di autolesionismo. Erano stati progettati in carbonato per evitare il vandalismo e i ferimenti, in opalina sarebbero costati una cifra inaudita, ma è stato inutile". Queste le parole del soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio della città di Napoli, Luciano Garella, a La Repubblica Napoli in merito ai lampioni della Cassa armonica demoliti pochi giorni fa.

L'aspetto della Villa comunale comincerà comunque a cambiare a breve. "Mai prestito fu più azzeccato di quello fatto dal Comune alla Stazione zoologica Dohrn dell'ex Circolo della stampa. Stanno portando avanti opere di messa in sicurezza, consolidamento e funzionali nella parte storica dell'Acquario e quando sarà finito, ci sarà un primo respiro".

Ma le reali condizioni della Villa quali sono? "Sta messa male, speriamo che prima o poi i lavori del metrò finiscano. Se proprio lo devo dire, già la recinzione, anche se opera di un grande designer, era troppo nuova. Ma l'interlocutore del tempo (Bassolino, ndr) era più forte del mio".

Sulla prossima data per Palazzo Reale: "A meno di lavori aggiuntivi, giugno. Poi ci sarà il problema di renderlo tutto attivo e produttivo. Io sono il Rup, il responsabile del procedimento per i lavori all'opera e devo dire che il giardino pensile è vertiginoso, di una bellezza assoluta".

Ma è possibile evitare i vandali? "Non posso dirlo ora, ma quello che posso dire è che Napoli vive di queste cose. Il suo paesaggio emerge in qualsiasi condizione, nemmeno i cattivi condoni e l'erosione del tempo possono danneggiarla".

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