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Villa Comunale affidata ai privati: le associazioni ambientaliste chiedono la revoca del provvedimento

Contrarie alla scelta del comune

I privati chiedono in affidamento la Villa Comunale per salvarla dallo scempio e dal degrado in cui versa da decenni. Le associazioni ambientaliste, però, non sono d'accordo e chiedono la revoca del provvedimento di affido in gestione e la immediata apertura di un tavolo di confronto sul tema della gestione del verde pubblico e delle risorse economiche ad esso destinate.

"L’Assegnazione ad un’associazione della Villa Comunale per un periodo che va oltre l’ordinarietà e le regole, assunta da una amministrazione a fine mandato e senza alcun dibattito interno e nessun confronto pubblico è irricevibile. Chiediamo la revoca del provvedimento e la immediata apertura di un confronto pubblico sul tema del Verde pubblico e della gestione e dei finanziamenti ad esso destinati.

Auspichiamo lo sblocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione che consentano la ricostituzione delle piante organiche per garantire la professionalità e competenze nella gestione e manutenzione dei principali beni culturali e ambientali della città.

“Alla fine, dove non c’è stata capacità e volontà di valorizzare e gestire il verde pubblico, si fanno necessariamente avanti forme alternative di cura, per non rischiare di perdere il patrimonio arboreo della città. Sì ad affidamenti e gestioni innovative ma con regole e trasparenza, senza eludere il codice degli appalti”- così si esprimono le Associazioni ecologiste firmatarie di questo documento, che da anni e per loro mission seguono la situazione del verde a Napoli, ma “non ritengono che per la Villa Comunale di Napoli, con il suo carico storico e paesaggistico, sia il caso di applicare queste modalità.”

La difficoltà non si pone con l’Associazione GREEN CARE, che mostra – da parte sua- una buona volontà di risposta ad un problema sempre più grave, ma è una questione di metodo, e diremo deontologica, da riportare in seno ad un' Amministrazione comunale che della vicenda Beni Comuni ne ha fatto un Vessillo per tutto il suo doppio mandato.

La collaborazione pubblico privato preferibilmente terzo settore, imprese sociali ma anche cittadini in gruppi informali, ma organizzati e con i dovuti controlli, anche l'imprenditoria classica, è una novità prevista ed utile ed è stata oggetto principale del lavoro partecipato sul Regolamento del Verde pubblico e privato della Città di Napoli e su alcuni indirizzi di Piano che pochi anni fa, il Tavolo del verde composto da tecnici ed ambientalisti,*convocato dalla stessa Amministrazione elaborò *e regaló a costo zero all'amministrazione Comunale.

C’è stato infatti un momento in cui con l’Assessore Borriello, uno dei vari succedutisi in questa amministrazione, le Associazioni WWF, Legambiente e Green Italia, che avevano elaborato un MANIFESTO PER IL VERDE in coordinamento con tante altre associazioni storiche napoletane, avevano ottenuto, prima la costituzione di un Tavolo verde, e poi la promessa della istituzione di una CONSULTA per il Verde, che non si è mai concretizzata. Per supplire a questo vuoto totale le Associazioni ed i tecnici coinvolti elaborarono e offrirono all’ Amministrazione- nel novembre 2019- una bozza di REGOLAMENTO DEL VERDE, che doveva costituire la base per l’approvazione definitiva in Consiglio comunale e sarebbe stato un magnifico esempio di un processo partecipativo per i recupero del verde. Napoli resta una delle poche Città italiane ancora senza questo strumento, come si evince anche dal rapporto di Urban Nature del WWF 2018.

Tutto questo non è accaduto ed oggi ci si trova, di punto in bianco, la storica Villa Comunale, in procinto di essere affidata ad un soggetto privato senza che se ne conoscano i termini, le regole del contratto, non rispettando i limiti degli affidamenti che hanno un tempo massimo sperimentale, di un anno. Non sappiamo neppure se, prevedendo l’accordo con GREEN CARE l’intervento di Sponsor, sia stato considerato il REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA E LA GESTIONE DELLE SPONSORIZZAZIONI, in vigore. Per di più in un momento in cui l’Amministrazione con fondi sia propri, che della Città metropolitana e della Regione, per un importo complessivo superiore ai 30 milioni di euro, si appresta a riqualificare diversi parchi cittadini appare incomprensibile che non si sia pensato ad un piano di gestione di tutto il patrimonio verde della città destinato a morire nell'abbandono a meno di ulteriori benefattori che se ne prendano cura.

La novità della quale stiamo parlando rende evidente il fallimento su tutti i fronti di questa AC riguardo ad una tematica tanto delicata e tanto più grave per come già detto in merito all'importanza data alla gestione partecipata dei Beni Comuni.

E visto che non c'è neanche più la scusa delle elezioni imminenti, chiediamo con forza oltre all'adozione del Regolamento attraverso l'iter consiliare e l'avvio dell'iter di affidamento del Piano del Verde che il percorso del Tavolo del verde, bruscamente interrotto, venga ristabilito e trovi il suo naturale compimento nella Consulta del Verde della Città di Napoli uno spazio di confronto di qualità e di garanzia per tutti del quale sentiamo ancora di più la mancanza".

Scrivono in una lettera aperta le associazioni del Manifesto per il Verde della Città di Napoli:

Ornella Capezzuto Francesco Marino WWF Napoli

Paola Silvi LEGAMBIENTE Circolo letterario Vesuvio

Anna Savarese LEGAMBIENTE Circolo IRIDE

Guido Liotti Maria Gabriella Camera GREENITALIA Campania

Teresa Dandolo FIAB Cicloverdi

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