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Rifiuti, in atto la protesta dei commercianti del lungomare

Ad aderire trentaquattro tra ristoranti, chalet e bar. Chiusura dei negozi "contro le istituzioni che stanno lasciando morire il turismo partenopeo, l'immagine di una Napoli sommersa dai rifiuti e una burocrazia lenta e penalizzante"

Giù le serrande e cinque chilometri di strada senza luci. Oggi il lungomare cittadino si spegne. A protestare sono i Consorzi Borgo Partenope e Caracciolo Mergellina conto "la città che muore", sommersa dai rifiuti e bloccata dalle disdette dei turisti e dei cittadini, legata ai vincoli posti da istituzioni e Sovrintendenze.

Uno striscione nero, da Largo Sermoneta fino a Castel dell'Ovo, tra le 13 e le 15, listerà a lutto l'intero lungomare. Saranno gli oltre 700 dipendenti dei 34 esercizi commerciali che hanno già aderito alla protesta.

La protesta continuerà per l'intera giornata con la serrata, anche di sera, di bar, ristoranti e chalet partenopei.

Carmine Bucci, presidente dei consorzi, ha fatto sapere che una catena umana, composta da titolari e dipendenti, sfilerà sul lungomare di Via Caracciolo in segno di protesta contro le lungaggini della burocrazia e la politica dilatoria del Comune.

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