Chiaia San Ferdinando / Vicoletto Pallonetto Santa Lucia, 81

Regione Campania, lettera dei lavoratori del settore costruzioni a Caldoro

E' in corso dalla prima mattinata un presidio davanti alla sede della Regione, in via Santa Lucia, da parte dei lavoratori appartenenti alla filiera delle costruzioni, che lamentano di versare in uno stato di crisi, lungo cinque anni

E' in corso dalla prima mattinata un presidio davanti alla sede della Regione, in via Santa Lucia, da parte dei lavoratori appartenenti alla filiera delle costruzioni, che lamentano di versare in uno stato di crisi, senza apparente via d'uscita, da ben cinque anni.

Di seguito riportiamo il testo completo della lettera che la Fillea Filca Feneal Campania consegnerà oggi al presidente della Regione, Caldoro.

Gentile Presidente, i settori della filiera delle costruzioni ormai sono al quinto anno di crisi continua e senza fine. Una crisi senza precedenti. Una crisi di quantità e di qualità. I dati forniti dalle Casse Edili delle province della Campania e dai principali istituti di ricerca e di analisi socio-economico-produttivo, ci parlano di un’emorragia occupazionale tra gli edili, con una perdita secca di monte salario prodotto, di una riduzione drastica e verticale delle ore denunciate e lavorate di un aumento del ricorso agli ammortizzatori sociali, ancorché insufficienti e inadeguati per sostenere il settore, di una mortalità aziendale, preoccupante perché riguarda un tessuto d’imprese sane e regolari, per il combinato disposto della crisi di lavoro e di un consolidato ritardo nei pagamenti dei crediti vantati dalla Pubblica Amministrazione. A questo si aggiunge una caduta verticale dei settori collegati all’edilizia con la scomparsa di pezzi interi di manifatturiero legato al laterizio e ai materiali da costruzione o la perdita di quote importanti di materia prima per il ciclo dei cantieri come quello del cemento e dei calcestruzzi. In buona sostanza un quadro reale dello stato di salute, precario oltre l’immaginabile, d’interi settori ritenuti fino a poco tempo fa anticiclici e anticipatori di ripresa dello sviluppo e della crescita, in un quadro preoccupante di crisi complessiva dell’economia regionale che le istituzioni e la politica non hanno, sinora, saputo ne interpretare ne contrastare. E invece la crisi si fa più dura e l’assenza, al momento di concrete inversioni di tendenza, lascia presagire effetti ancor più devastanti sul tessuto già debilitato del settore che potrebbe, paradossalmente, limitare le capacità di intercettare l’eventuale e l’auspicabile ripresa degli investimenti pubblici e privati. Così come devastanti, sono le ricadute e gli effetti sulle persone, sui lavoratori e sulle loro famiglie. Per queste sommarie ragioni le Federazioni Nazionali Unitarie Feneal-UIL, Filca-CISL e Fillea CGIL, hanno deciso di indire una giornata di mobilitazione generale e nazionale del settore delle costruzioni per il giorno 31 maggio p.v. La mobilitazione avverrà con modalità territoriali e regionali. In Campania, come abbiamo più volte denunciato, il settore delle costruzioni ha pagato e sta pagando il prezzo più alto e caro della crisi, per il calo verticale della committenza pubblica, a causa dell'arretramento dell'impegno dei grandi enti spesa, il dimezzamento della domanda privata, l'assenza di adeguate politiche di sostegno al settore sull'energia, la riqualificazione e la manutenzione del territorio. I dati del primo trimestre 2013, forniti dalle Casse Edili di Napoli, Avellino, Benevento, Caserta e Salerno, ci confermano che dal 2009 (anno d'inizio della crisi) oltre 27mila addetti sono usciti dai cantieri senza aver avuto la possibilità di rientrarci, 1.441 imprese attive registrate nelle Casse sono scomparse, una riduzione drastica di 176 milioni di euro di massa salari prodotta, poco più di 10 milioni di ore lavorate in meno. Siamo in presenza di una fase di profonda crisi dei settori merceologici nei quali operiamo (non solo edilizia, legno, manufatti, lapidei e cemento), nel quale, dal 2009 a fine 2012, il calo degli occupati è stato del 29,89%, determinando, di fatto, un deserto produttivo e industriale. Un prezzo sul piano occupazionale, quello sociale e quello economico, che ha segnato profondamente il tessuto professionale del patrimonio umano e imprenditoriale. La mancanza di strategie di contrasto alla crisi sta producendo guasti dal punto di vista della tenuta qualitativa e legalitaria del settore. Sempre di più si afferma un parallelismo tra la caduta del mercato legale e l’aumento o comunque il “rifugio” verso i mercati dell’abusivismo e dell’illegalità. Il settore delle costruzioni, in Campania, può e deve essere un decisivo banco di prova per determinare una vera svolta nell’azione di governo della Giunta in direzione dello sviluppo e della crescita, equa e sostenibile. Un’azione poderosa di governo dando operatività a un piano straordinario per il lavoro che sia in grado, nell’immediato, di dare risposte di lavoro vero per i prossimi tre/sei mesi. Una ripresa degli investimenti, dall’operatività dei 19 grandi progetti, per un valore di 2779,3 milioni di euro, molti dei quali afferenti il settore delle costruzioni con benefici occupazionali sia conservativi sia aggiuntivi. Il pieno dispiegamento realizzativo dei 219 interventi previsti dai Programmi PIU' EUROPA e diffusi su tutto il territorio regionale, per un valore di 623 milioni di euro che riguardano 19 città medie e alcuni dei quali conclusi altri da cantierare e altri ancora da appaltare. Volendo fare una stima soffermandosi su questi primi due filoni, riferendosi alle risorse stimate, si potrebbero creare, secondo le stime dell'ISTAT in materia, un’occupazione, tra diretti e indotto, tra i 50 e 55 mila posti di lavoro. Questo vale anche per i programmi e i progetti di Europa Più, il Piano Casa verso l’edilizia popolare, anche con il ricorso alla finanza privata, il completamento d’importanti infrastrutture trasportistiche, una su tutte la Metropolitana di Napoli Linea 1 e Linea 6, la realizzazione della nuova strada Statale 268, e il completamento dell’Ospedale del Mare, la Lioni-Grottaminarda, il policlinico di Caserta, le evoluzioni della linea Alta Capacità Napoli-Bari, la Strada Statale “Telesina”, la realizzazione della bretella SA – AV, e la Cittadella del Cinema, solo per citare alcune opere già in fieri, sia sul piano operativo che progettuale, autorizzativo. La mobilitazione regionale in Campania si realizzerà con un presidio di massa presso il Palazzo della Regione in Via santa Lucia n. 81 il prossimo 31 maggio dalle ore 10 alle ore 13. Auspichiamo che venga ricevuta una nostra delegazione per esporre in diretta le ragioni dell’iniziativa. Una mobilitazione che “riparte” dal 31 maggio ponendo a tutti i livelli d’interlocuzione istituzionali e di governo i temi che riguardano l’equità e la giustizia sociale, un sistema di ammortizzatori sociali universalistico ed equo, una rivisitazione del sistema delle pensioni che non può condannare un edile a lavorare fino a 70 anni su un’impalcatura, avere un sistema d’impresa qualificato con verifiche professionali attraverso la “patente a punti”, giusto D/L.vo 81, per le aziende edili, un contrasto forte con regia nazionale alle infiltrazioni criminali nel circuito economico, contrastare l’imperante “dumping” contrattuale da parte di spregiudicati imprenditori. Come Feneal, Filca e Fillea della Campania, unitamente alle strutture sindacali delle cinque province, e di concerto con le Confederazioni Regionali Cgil, Cisl e Uil, intendiamo da qui ripartire per chiedere di affermare un circuito virtuoso d’investimenti pubblici e privati, con lo sblocco di quelle opere diffuse sul territorio sul versante della riqualificazione e rigenerazione urbana, dell’ efficientamento energetico utilizzando tutti gli incentivi disponibili, dell’esecutività di PRU e PUA in attesa di realizzazione, della manutenzione del territorio e messa in sicurezza del patrimonio abitativo, scolastico, con la valorizzazione di quello storico-archeologico a partire dal Grande Progetto Pompei, la Reggia di Caserta, i Campi Flegrei, il Parco di Velia. Molti di questi progetti fermi per “insipienze” e “sciatterie” burocratiche, che suggeriscono di adoperarsi per avviare un processo reale di sburocratizzazione e semplificazione delle procedure, che nel rispetto delle regole possano agevolare gli iter progettuali, autorizzativi e realizzativi, a fronte di tempi insopportabili che sottendono gli investimenti pubblici e privati. Su questo come Federazioni Unitarie, sollecitiamo la Regione Campania a mettere in campo tutte le iniziative tese a modificare il Patto di Stabilità Interno per i Comuni per sbloccare le risorse congelate. Sollecitiamo la Regione Campania a mettere in agenda tutte le iniziative possibili per affermare la non esclusività del massimo ribasso nell’affidamento delle opere e dei lavori da parte delle varie committenze. Sollecitiamo la Regione Campania a verificare tutte le possibilità d’intervento, a partire dalle proprie competenze, per assicurare trasparenza e regolarità nelle procedure affidatarie e realizzative delle opere con l’introduzione nei capitolati di appalto del vincolo del DURC per congruità per contrastare più efficacemente lavoro nero, grigio e atteggiamenti elusivi delle imprese e riprendendo il confronto per introdurre il Durc dematerializzato per evitare elusione e falsificazione. E’ insopportabile che da tempo ormai troppo lungo, la Campania conquista tutti i primati negativi sull’economia, sulle produzioni industriali, sulla tenuta sociale. Occorre invertire la rotta e farlo subito. Il settore delle costruzioni nella sua accezione di filiera e nella sua capacità innovativa per prodotto e per processo, può e deve essere la cartina al tornasole per verificare il passaggio dai buoni propositi, ai fatti, alle cose concrete. Si rende opportuno e necessario, istituire una Unità Permanente di Monitoraggio e di Verifica sull'esecutività dei progetti in corso di realizzazione e da realizzare sull'intero territorio regionale. Su queste proposte, che vanno opportunamente declinate per priorità d’intervento e di efficacia, garantendo esecutività nel breve e medio periodo, le OO.SS. chiedono l’apertura immediata dei necessari tavoli di confronto.

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