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Crispano, la voce dei cittadini è nel bilancio

A tutte le famiglie del comune distribuiti dei questionari da compilare. A loro si è chiesto a quali voci in capitolo destinare più fondi. L'assessore Cennamo: "Ecco la città che vogliamo"

'La libertà è partecipazione’, citando la frase di una celebre canzone di Giorgio Gaber. Si dà così il via al primo esempio di bilancio partecipativo nell’area a nord di Napoli. Nel rispetto dei confini del patto di stabilità, si è deciso di coinvolgere i cittadini nelle decisioni sulla spesa pubblica. A tutte le famiglie del comune di Crispano sono stati così distribuiti dei questionari da compilare. A loro si è chiesto a quali voci in capitolo destinare più fondi, ma a tutto ciò è stato accompagnato da appuntamenti e incontri nelle strade simbolo di Crispano tra la cittadinanza e l’assessore al Bilancio e all’Innovazione Tecnologica, Nunzio Cennamo.

L’obiettivo: ascoltare le esigenze dei propri cittadini rendendoli protagonisti della vita pubblica. Nella relazione del progetto l’assessore scrive: “E’ la città che vogliamo! L’idea di disegnare anche il prossimo anno la mappa degli investimenti pubblici in funzione delle necessità di chi vive la città ci affascina. Più di duemila famiglie hanno sperimentato con successo la partecipazione strutturata. Ciò significa creare scientificamente un processo di partecipazione che, in più fasi, consenta alla popolazione di costruire dal basso un bilancio condiviso e partecipato per il bene comune”.

Ha concluso l’assessore: “Va detto che la formula del test ‘porta a porta’ presto cederà il passo ad altre forme di partecipazione. In particolare, presto la popolazione risulterà sensibilizzata all’esercizio della democrazia diretta, ed allora saranno Internet, i luoghi pubblici, gli esercizi commerciali ed ogni altro spazio utile a svolgere il ruolo di raccoglitore di idee ”.


E le statistiche indicano che il 70% delle famiglie ha chiesto all’ente locale di migliorare l’erogazione dei servizi, mentre solo il 30% desidera la realizzazione di grandi opere pubbliche. La notizia dell’approvazione del primo bilancio partecipativo è stata salutata con un maxi cartellone dove sono annotati i costi della spesa pubblica. Tra le voci più significative ed espressione della democrazia diretta: 50 mila euro per le borse lavoro, 10 mila per la differenziata, 60 per la navetta con contribuiti ai diversamente abili, 12 mila per i nuclei familiari superiori a quattro figli.

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