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L'omicidio di un anno fa

L'omicidio di un anno fa

Omicidio Citarella, un anno fa la morte della guardia giurata a Casoria

Il 26 ottobre 2010 l'uomo fu ucciso dalla banda che assaltò la banca in via Manzoni. Pochi giorni dopo la morte del collega Pino Lotta. Rosa, moglie di Gerardo: "Vorrei solo giustizia"

È trascorso un anno dalla tragedia che il 26 ottobre 2010 sconvolse l’intera cittadina di Casoria e la vita di Rosa Pecoraro, moglie di Gerardo Citarella, guardia giurata di 43 anni che lavorava presso la filiale Unicredit di Via Marconi.

Gerardo era in servizio quel 26 ottobre insieme al suo collega Pino Lotta di appena 32 anni. I due sorveglianti fecero il loro dovere fino in fondo quando una banda di malviventi arrivò per assaltare la banca con i fucili spianati, sparando ad altezza uomo. I feroci rapinatori colpirono entrambi. Gerardo morì sul colpo, mentre Pino lottò in ospedale per una decina di giorni, ma la ferita era troppo grave. E ad un anno esatto dalla tragedia i colpevoli non sono ancora stati individuati.

Rosa Pecoraro questo pomeriggio si recherà alla messa di commemorazione del suo coraggioso marito. Su Il Mattino, le sue dichiarazioni sul tempo trascorso senza che si sia dato un nome a chi ha strappato un padre ai suoi figli e a lei un compagno di vita: «Possibile che con tanti mezzi e con la preparazione di chi indaga non si sia saputo ancora nulla su chi ha ucciso per soldi? Dio mi ha dato la forza di fare anche da padre ai miei figli e di ricominciare daccapo. Parlare di vendetta sarebbe peccato mortale. Vorrei solo giustizia. E far sì che i responsabili di questo lutto non ne possano provocare altri. Perché è un dolore insopportabile”.

Vorrebbe solo sapere che i colpevoli fossero assicurati alla giustizia, per ritrovare un minimo di serenità: “Guardare in faccia quelli che il mio Gerardo ha visto nell’ultimo istante di vita mi renderebbe più serena, anche con lo stesso insopportabile dolore. Spero che la polizia e i carabinieri, capendo cosa provo, trovino un nuovo slancio nelle indagini».

Ma forsa qualcosa si muove e a far luce sulla vicenda potrebbero essere le indagini svolte per sventare una rapina nel caveau dell’istituto di vigilanza Bsk Service, in via Argine (un colpo da circa 40 milioni di euro), e che hanno portato all’arresto in flagranza di reato di undici malviventi. Una banda considerata senza scrupoli e molto esperta in questo tipo di rapine.

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