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CAM e spazzatura, convivenza impossibile: niente Biennale di Venezia

L'ennesima beffa: il Contemporary Art Museum costretto a rinviare a tempo indeterminato la partecipazione al progetto "Percorsi e soste al Padiglione Italia" che valorizza i trenta siti di massimo interesse del Paese

CAM e spazzatura, storia di convivenza impossibile. Il Contemporary Art Museum, la cultura nel cuore di Casoria, e metri quadri di spazzatura che occupano il ciglio del marciapiedi. Nato circa tre anni fa, da sempre ha dovuto fare i conti con questa problematica. Il CAM resta una sorta di navicella spaziale capitata per caso a Casoria, intenta nella ricerca della bellezza. Questa volta però il prezzo da pagare è alto.

A causa dei rifiuti, il direttore Antonio Manfredi è stato costretto a ‘rinviare a tempo indeterminato’ la partecipazione al progetto ‘Percorsi e soste al Padiglione Italia, curato da Vittorio Sgarbi.


Come ci spiega Manfredi: "La nostra lotta per la diffusione sul territorio locale, nazionale ed internazionale di un valore culturale si scontra troppo spesso con le difficoltà contingenti dell’area in cui operiamo. L’ennesimo riconoscimento nazionale del valore della collezione del museo CAM, testimoniato dall’inserimento nel progetto “Percorsi e soste del Padiglione Italia” promossa dalla 54a Biennale di Venezia, si scontra ancora una volta con la poco felice ubicazione della struttura inficiando sul lavoro che tanto duramente portiamo avanti da anni. Le vie di accesso alla struttura del CAM sono il biglietto da visita per chi arriva a Casoria con la volontà di recarsi in un museo di arte contemporanea ed essere costretto a fare una gimcana tra buste di spazzatura e rifiuti di grandi dimensioni non favorisce sicuramente tale desiderio. La situazione è diventata insostenibile per la corretta fruizione del bene culturale di cui, insieme al mio staff, mi sento responsabile nei confronti dei visitatori di un sito della Biennale, quale dovrebbe essere il CAM, sono stato quindi costretto a rinviare l’adesione al progetto. Mi sono reso conto che nessun organo istituzionale ha ben chiaro come risolvere il problema nonostante i grandi proclami che giungono dai governi nazionali e locali".

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