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Ragazzi senza sport facili prede della camorra: “l'urlo di dolore” di Gianni Maddaloni

L’intervista di NapoliToday al noto maestro di judo di Scampia

 

La chiusura delle palestre e la messa al bando di alcuni sport sta avendo anche una ricaduta sociale, soprattutto in periferia. Lo sa bene Gianni Maddaloni della Star Judo di Scampia. I “suoi” ragazzi, dopo le ultime decisioni del Governo, sono costretti a stare fuori da quello “scrigno” che li tiene solitamente lontani da degrado e criminalità. ‘O Maè, come viene chiamato dagli stessi ragazzi, è preoccupato, glielo si legge negli occhi. Senza sport, per alcuni giovani del quartiere, potrebbero aprirsi scenari futuri devastanti. “I ragazzi non vanno a scuola, non fanno palestra e diventano vittime della camorra, della criminalità. Oppure, corrono il rischio di essere passivi: un bambino che gioca tutto il giorno con un tablet o un cellulare sarà un bambino senza futuro, troppo impegnato nella tecnologia e non nella vita reale”, sottolinea Maddaloni ai microfoni di NapoliToday.

“Lo sport è considerato un optional”

Poi c’è il lato sportivo. Alcune competizioni internazionali si avvicinano e gli atleti hanno necessità di allenarsi. Maddaloni ci ha raccontato che fin da subito ha messo in sicurezza la sua palestra, così come hanno fatto tante altre strutture. Ma questo sembra non essere bastato e la chiusura del Governo viene vista come una punizione troppo severa: “In Italia non viviamo questa cultura della gratificazione dello sport. Lo stesso vale per il teatro. Siamo dei grandi, ma la politica non fa quello che dovrebbe nei riguardi dello sport. Lo considera un optional”.

“C’è troppa rabbia, troppa fame”

Infine, una parentesi sull’aumento della povertà. Ogni mese Maddaloni riesce a distribuire centinaia di pacchi alimentari per i meno abbienti del quartiere, ma con la chiusura della struttura anche questa distribuzione sta diventando difficoltosa: “La gente non ce la fa più. C’è troppa rabbia, c’è troppa fame, ci sono troppe cose che non vanno. Bisogna iniziare ad andare incontro alla gente”. E se tra quello che non va, il maestro, mette un mancato rinnovo della sanità rispetto alla prima ondata, si dice convinto che De Luca “sta facendo bene”. Poi, spazio alla speranza di un futuro migliore per l’intera città: “Il sindaco che verrà speriamo possa prendere in mano la situazione e dare forza a questa città. Perché questa città ha grandi valori. Siamo bella gente e dobbiamo solo essere gratificati”.

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