Tissone: "In passato vicino al Napoli. Gattuso può continuare a far bene"

Il centrocampista argentino ripercorre le tappe del suo percorso professionale e non nasconde il desiderio di voler rientrare in Italia

Gattuso (foto Ansa)

Nel suo palmarès figura per ora solamente la vittoria della Coppa del Portogallo con il Desportivo Aves, ma nei nove anni trascorsi in Italia Fernando Tissone ha ampiamente dimostrato il suo valore come centrocampista capace di coniugare, con risultati lusinghieri, qualità e quantità. La voglia di rimettersi in gioco nel nostro paese costituisce lo spunto da cui il giocatore argentino parte per ripercorrere le tappe del suo percorso professionale, ricordando il passaggio sfiorato al Napoli nel 2009 e l'emozione provata ogni volta che entrava sul terreno di gioco calcato da Diego Armando Maradona. Conclusione dedicata alla possibile ripartenza del calcio in Italia e all’ottimo percorso compiuto da Gattuso sulla panchina azzurra.

Fernando, nel 2018 hai vinto la coppa di Portogallo con il Desportivo Aves battendo in finale lo Sporting Lisbona. Cosa ha significato quel successo nel tuo percorso di calciatore?

"Una sfida importante in un torneo nuovo nel quale sono arrivato a metà stagione. Mi hanno chiamato per rimanere in serie A e vincere la Coppa di Portogallo. Fortunatamente siamo riusciti a centrare entrambi gli obiettivi. Una città piccola ma un'organizzazione ben curata con un proprietario cinese che investiva molto e un progetto che sembrava destinato a svilupparsi sul lungo termine".

Puoi dirci se ti mancano l'Italia e il calcio italiano. Speri un giorno di poter rientrare nel nostro paese?

"Il calcio italiano mi manca. Sarebbe un sogno tornare a vivere le emozioni provate nei nove anni vissuti in serie A. Sulle mie possibilità di ritorno sta lavorando molto e bene Inacio Pià".

Quali sono i ricordi più belli delle diverse esperienze vissute in serie A?

"A Udine arrivare in Champions League con una squadra di provincia che centrava per la prima volta un traguardo storico! A Bergamo ho raggiunto la mia maturità calcistica sfiorando per due volte l'Europa League con una squadra che partiva per salvarsi. Con la Sampdoria centrale il quarto posto all'ultima partita ha rappresentato il miglior piazzamento del club dopo l'era di Vialli e Mancini".

Sappiamo che nel 2009 hai sfiorato il passaggio al Napoli. Puoi svelarci qualche retroscena di quel mancato trasferimento?

"C'è stata la possibilità durante il mercato di gennaio ma l'Udinese non ha voluto. Quando ho definito il passaggio alla Sampdoria Marino ha fatto i complimenti a Marotta e Paratici per il mio arrivo".

Cosa significava per te scendere in campo al San Paolo da avversario?

"Era uno stadio che guardavo fin da piccolo. Entrare sul terreno di gioco calcato da Maradona aveva per me un impatto emotivamente molto forte".

Quanto ritieni probabile la possibile ripartenza del campionato italiano?

"È una risposta difficile perché non essendo in Italia non conosco bene gli sviluppi della situazione punto credo però sia fondamentale affidarsi al parere delle autorità competenti".

Come valuti il percorso compiuto da Gattuso sulla panchina del club partenopeo fino alla forzata interruzione per l'emergenza sanitaria?

"Non è mai facile arrivare in una squadra importante a metà campionato con tutti i cambi da dover apportare per cercare di trasmettere la propria mentalità, la metodica di lavoro e la concezione del gioco. E una squadra che esprime un calcio di qualità e che potrebbe continuare a far bene con Gattuso".

Si parla da più parti di una possibile rivoluzione dell’organico azzurro, con cessioni eccellenti e una rosa profondamente rinnovata. Quali giocatori confermeresti come pilastri del nuovo ciclo?

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"Con la situazione attuale è difficile prevedere le evoluzioni del mercato. Bisogna prima vedere come termina il campionato e successivamente valutare i possibili sviluppi in sede di campagna acquisti".

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