Martedì, 16 Luglio 2024
Notizie SSC Napoli

Napoli 33 | Gli anni prefallimento: il rischio retrocessione in C e la Napoli Sportiva di Gaucci (2001-2004)

NapoliToday ripercorre gli ultimi 33 anni di storia azzurra, dall'ultimo scudetto ad oggi, tra aneddoti e ricordi

Nell’estate del 2001 il Napoli riparte nuovamente dalla Serie B, stavolta con Gigi De Canio alla guida della squadra. La tifoseria è in aperta contestazione con il duo al vertice della società Ferlaino-Corbelli. A livello tecnico, con la retrocessione, va in scena l’ennesima rivoluzione. Salutano, tra gli altri, il portiere Fontana, Fresi, Nilsen, Quiroga, il capitano Baldini, Matuzalem, Pecchia, Amoruso, Bellucci, Amauri ed Edmundo. Arriva un tris di esperti difensori come Bonomi, Villa e Luppi, Ametrano e Bigica a centrocampo, il fantasista brasiliano Montezine, e gli attaccanti Rastelli e Graffiedi. Gli azzurri partono nell’indifferenza generale, con pochissimi abbonati ed un San Paolo semideserto per la prima casalinga contro l’Ancona. Un violento nubifragio settembrino allaga gli spogliatoi dell’impianto di Fuorigrotta e lo mette ko per alcuni mesi, con la squadra partenopea che è costretta ad emigrare al Santa Colomba di Benevento per le gare casalinghe. Tra alti e bassi Stellone e compagni riescono comunque a rimanere in zona promozione. A fine gennaio il Napoli torna a giocare al San Paolo. A febbraio Corbelli rileva il 50% delle azioni della società da Ferlaino e diventa il proprietario dell’80% del club, cedendo a Salvatore Naldi il 20% delle quote. Sarà proprio l’imprenditore napoletano a fine maggio a rilevare anche le quote di Corbelli, che decide di lasciare in seguito ad una serie di vicissitudini giudiziarie personali. In campo il Napoli arriva ad una sorta di spareggio promozione al San Paolo contro la Reggina, ma pareggia 1-1 e vede sfumare il sogno di tornare in Serie A.

Colomba-Scoglio-Colomba: il Napoli rischia la retrocessione in Serie C

Altra estate, altra rivoluzione tecnica. De Canio e Pavarese lasciano Napoli. Naldi si affida alla coppia formata da Colomba allenatore e Marchetti ds. Lasciano il club Baccin, Luppi, Ametrano, Jankulovski, Magoni, Moriero, Rastelli, Graffiedi, arrivano Storari, Ferrarese, Dionigi oltre ai rientri di Husain e Baldini. Gli azzurri partono tra alti e bassi, poi tra novembre e dicembre sprofondano in classifica e dopo il 4-0 in casa dell’Ascoli vanno via sia Colomba che Marchetti, sostituiti da Franco Scoglio e da Perinetti. A gennaio il club partenopeo interviene in maniera sostanziosa sul mercato: arrivano Manitta, D’Angelo, Savino, Marcolin, Martinez, Montervino e Pasino. Anche con Scoglio l’andamento è altalenante e così, con il Napoli coinvolto nella lotta per non retrocedere in Serie C, a marzo viene richiamato Colomba in panchina. Grazie ad alcune vittorie interne, con tantissimo pubblico sugli spalti a sostenere la squadra, e grazie ai gol di Dionigi, molti dei quali su calcio di rigore, gli azzurri riescono a chiudere al 16esimo posto in classifica e a conquistare la permanenza in Serie B. E’ il punto più basso della storia.

Un mercato per sognare, poi la tragica serata di Avellino

Anche l’estate 2003 è foriera di nuovi cambiamenti. In panchina arriva l’ex calciatore azzurro Andrea Agostinelli. La sessione di mercato è ricca ed il Napoli sogna nuovamente di lottare per la promozione. Arrivano tra gli altri Sogliano, Portanova, Tosto, Zamboni, Bernini, Montesanto, Olive, Zanini, Gianluca Savoldi, figlio di Beppe, e Max Vieri, fratello di Bobo. Salutano, invece, Mancini, Bocchetti, Baldini, Saber, Troise, Villa, Stellone. Le promesse, però, ancora una volta non vengono mantenute. Il Napoli non vince praticamente mai. Poi arriva la maledetta notte del Partenio di Avellino, quella del 20 settembre, in cui muore il tifoso Sergio Ercolano. Il match non si disputa e viene vinto a tavolino dagli irpini. A causa degli scontri che vedono protagonisti alcuni supporters azzurri il Napoli sarà costretto a disputare 5 partite a porte chiuse a Campobasso. A novembre Agostinelli viene esonerato. In panchina torna dopo 6 anni Gigi Simoni. La squadra si risolleva con il tempo, ma non riesce ad agganciare il treno promozione e staziona a metà classifica. Nel frattempo i problemi societari si fanno sempre più seri con il passare dei mesi. Le casse del club sono ormai strozzate dai debiti e Naldi non può più andare avanti da solo. L’imprenditore a fine stagione si dimette dalla carica di presidente. Paolo Bellamio viene nominato amministratore unico del club.

Il Napoli fallisce. I tifosi si aggrappano a Gaucci. Poi irrompe De Laurentiis sulla scena

L’estate partenopea è più che mai ricca di vicissitudini. I tifosi si aggrappano a Luciano Gaucci, presidente del Perugia, che vuole rilevare solo il titolo sportivo del Napoli e ripartire dalla Serie B attraverso il fitto del ramo d’azienda. L’imprenditore romano è protagonista della serata dell’Orgoglio Partenopeo, il 26 luglio 2004, in cui 40mila tifosi accorrono allo stadio San Paolo per gridare la loro speranza che il Napoli resti in vita. Gaucci presenta anche il nuovo allenatore: Angelo Gregucci, che promette ai tifosi battaglia in campo. Sul palco ci sono artisti, ex azzurri. La Covisoc il giorno seguente esclude il Napoli dal campionato di Serie B. Nel frattempo Gaucci presenta ricorso al Tar.

Il 2 agosto 2004 la settima sezione del Tribunale fallimentare di Napoli decreta il fallimento della Società sportiva Calcio Napoli. Gaucci dà vita alla Napoli Sportiva e manda la squadra in ritiro ad Abbadia San Salvatore, in Toscana. Guido Angelozzi è il direttore sportivo che allestisce una squadra in fretta e furia. Agli ordini di Gregucci ci sono alcuni azzurri reduci dalla squadra dell’anno precedente come Montervino, Montesanto, Marcolin, Mariano Stendardo, Sesa, Bernini, Schettino, Esposito, oltre al portiere Concetti, i difensori Bolic e Balmer, Tony Vidigal, fratello di Luis, il centrocampista maliano Culibaly, ma soprattutto l’attaccante paraguaiano Aldo Adorno, reduce da una stagione al Maccabi Tel Aviv, che sigla una doppietta nel 7-2 inflitto in amichevole al Monte Amiata, diventando subito l’idolo dei tifosi partenopei presenti sugli spalti.

Nel frattempo si fanno largo varie ipotesi di gruppi imprenditoriali pronti a far rinascere il Napoli sfruttando il ‘lodo Petrucci’ e ripartendo dalla Serie C. Fra queste la cordata dell’imprenditore napoletano e presidente del Siena Paolo De Luca, quella capeggiata dall’ex azzurro Luis Vinicio e quella del patron dell’Udinese Pozzo. La battaglia di Gaucci in tribunale perde forza con il passare dei giorni. La Napoli Sportiva disputa un’altra amichevole, battendo il Fiumicino per 17-1, con Adorno ancora sugli scudi. Ma a fine agosto sulla scena irrompe Aurelio De Laurentiis, noto imprenditore cinematografico di origini napoletane, che già nel 1999 aveva pensato di acquistare il Napoli…

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Napoli 33 | Gli anni prefallimento: il rischio retrocessione in C e la Napoli Sportiva di Gaucci (2001-2004)
NapoliToday è in caricamento