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Napoli 33 | Da Ulivieri ad Edmundo: all'inferno della B e ritorno (1998-2001)

NapoliToday ripercorre gli ultimi 33 anni di storia azzurra, dall'ultimo scudetto ad oggi, tra aneddoti e ricordi

Nell'estate del 1998 il Napoli torna a disputare un campionato di Serie B 33 anni dopo l'ultima volta. La coppia Ferlaino-Juliano decide di puntare per la rinascita su Renzo Ulivieri, reduce da una felice esperienza con il Bologna. Vengono confermati alcuni calciatori importanti della squadra retrocessa, come il capitano Pino Taglialatela, il bomber Claudio Bellucci, riscattato dalla Sampdoria, l'esterno Turrini ed i centrocampisti Goretti e Rossitto. 

Tante sono le partenze, ma tanti anche gli arrivi: tra questi Daino e Nilsen dal Milan, Murgita dal Piacenza, Scapolo dalla Roma e Shalimov dal Bologna. Le aspettative sono alte ed i tifosi sperano in un ritorno immediato nella massima serie, ma l'inizio non promette bene. Già ad agosto, infatti, il Napoli saluta subito la Coppa Italia eliminato dalla Lucchese. La stagione si snoderà tra tantissimi alti e bassi, con calciatori che vanno e vengono nel corso del campionato (Flick, Vecchiola, Mezzanotti, per ricordare alcuni nomi di acquisti nel mercato di riparazione) e con il Napoli che non riuscirà mai ad essere realmente competitivo per la promozione. Il vero colpo arriva nel mercato di gennaio, quando il club partenopeo preleva dal Venezia Stefan Schwoch, che si rivelerà decisivo l'anno successivo. L'annata si chiude come le due precedenti, ovvero con Vincenzo Montefusco sulla panchina che rileva nelle ultime tre giornate Ulivieri. Il Napoli chiude al 9° posto in un San Paolo spettrale all'ultima giornata contro la Cremonese il 13 giugno 1999. 

La svolta Novellino

In estate, però, ecco la svolta: Juliano saluta, sostituito da Filippo Fusco. Sulla panchina arriva l'uomo della provvidenza, Walter Novellino, fresco del doppio miracolo promozione/salvezza con il Venezia. Di origini campane, il tecnico nativo di Montemarano sposa da subito con grande entusiasmo la missione di riportare il Napoli nella massima serie. Dal mercato arrivano una serie di giovani interessanti come Massimo Oddo, Matuzalem e Stellone, oltre a calciatori più esperti come Bigica, Lucenti e Robbiati. La partenza non è esaltante, ma il Napoli riesce ad avere un rendimento costante che gli consente di essere in lotta per la promozione. Schwoch si rivela il vero trascinatore degli azzurri ed è proprio un suo gol, insieme ad un altro di Asta, arrivato dal Torino nel mercato di riparazione di gennaio, a firmare la vittoria sul campo della Sampdoria nel sabato di Pasqua che spianerà la strada ai partenopei verso il ritorno in Serie A. Ed è ancora l'attaccante altoatesino a mettere la sua firma in calce alla conquista aritmetica della promozione con l'indimenticabile gol a Pistoia alla penultima giornata. Nel frattempo, sul finire della stagione, era arrivata una grossa novità dal punto di vista societario: Ferlaino, infatti, aveva deciso di cedere la metà del suo pacchetto azionario all'imprenditore lombardo Giorgio Corbelli, fondatore di Telemarket. 

Il dualismo Ferlaino-Corbelli. L'addio di Zeman, l'acquisto di Edmundo e la nuova retrocessione

Il dualismo tra i proprietari, però, si rivelerà un boomerang nella stagione successiva, 2000-2001, quella del ritorno in A. I protagonisti della promozione, Novellino e Schwoch, salutano e vanno rispettivamente a Piacenza e Torino, sponda granata. Sulla panchina azzurra arriva Zdenek Zeman, presentato alla Mostra d'Oltremare. Sul mercato è di nuovo rivoluzione: arrivano Fresi e Moriero dall'Inter, Saber, Quiroga e Vidigal dallo Sporting Lisbona, Amoruso e Pecchia dalla Juventus, Jankulovski dal Banik Ostrava, David Sesa dal Lecce e tanti altri. Dopo una splendida partita alla prima giornata contro la Juventus al San Paolo, che seppur finita con una sconfitta per 2-1 fa ben sperare, l'avventura di Zeman alla guida dei partenopei dura appena sei giornate. Dopo il pareggio a Perugia, con soli due punti in classifica, la coppia Ferlaino-Corbelli esonera il boemo per chiamare Emiliano Mondonico. Il tecnico lombardo riesce a risollevare le sorti della squadra e comincia a racimolare punti e quando a gennaio espugna il campo della Lazio campione d'Italia per 2-1 sembra avviato ad una salvezza tranquilla. In tribuna all'Olimpico a guardare i suoi nuovi compagni c'è l'attaccante brasiliano Edmundo, fortemente voluto da Corbelli. Il Napoli si perde improvvisamente ed inanella tra sconfitte di fila. Edmundo non riesce a fare la differenza ed il suo inserimento complica il lavoro a Mondonico. Gli azzurri non vincono per 11 partite di fila tra febbraio e maggio e sprofondano nuovamente nei bassifondi della classifica. I partenopei si giocano tutto in due partite drammatiche nelle ultime due giornate. Alla penultima arriva la Roma pronta a conquistare lo scudetto, ma viene fermata sul 2-2. All'ultima giornata non basta la vittoria per 2-1 in casa della Fiorentina: il Napoli retrocede, con Edmundo che chiude la sua avventura all'ombra del Vesuvio tra le lacrime. 

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