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Spalletti: "Lo scudetto ce lo stiamo trezziando chianu chiano. Deve essere la festa di tutti"

Il tecnico del Napoli ha parlato a Castel Volturno alla vigilia del match contro l'Udinese

"Lo scudetto ce lo stiamo trezziando chianu chiano. Io sapevo sin dall'inizio di avere una squadra di puro sangue. Hanno fatto vedere sin da subito di avere qualità, carattere, personalità. Secondo me questo scudetto è qualcosa che esce dagli schemi. Ne trarrebbero vantaggi non solo il Napoli e Napoli città, ma tutti gli addetti a questo sistema. I nostri calciatori lo meritano, però dobbiamo fare questi ultimi metri. Vedere gente dispiaciuta domenica quando siamo usciti dallo stadio è una cosa che ti mortifica. Vedere lo stadio pieni di bandiere, bambini, è stato bellissimo. Deve essere la festa di tutti. Sognavo uno stadio così dal primo giorno in cui sono arrivato". Così Luciano Spalletti ha parlato a Castel Volturno in conferenza stampa alla vigilia di Udinese-Napoli.

Il tecnico azzurro è una vecchia conoscenza del club friulano: "L'Udinese è una di quelle squadre in cui sono rimasto più anni. Quando si dice che ho un carattere difficile, la cosa stride un po' col fatto che ho sviluppato gran parte della mia carriera soprattutto in quattro-cinque squadre".

Il futuro

"Io mi devo sempre porre la domanda se sono all'altezza di quello che il Napoli merita. Il lavoro mi ripaga ancora di più del risultato. Certo vincere uno scudetto a Napoli sarà una cosa extra, che mi farà stare comodo per sempre in qualsiasi posizione. Il mio contratto e le mie valutazioni? Ci sono da fare tante altre belle cose, piuttosto che pensare al contratto. Poi alla fine di tutto mi farò sempre la stessa domanda: sono nelle condizioni di dare a questo pubblico quello che merita? E poi da lì si parte. Fin quando sarò qui, la corda sarà sempre tirata". 

Lo sguardo alla frase di De Laurentiis sullo scudetto

"Il mio sguardo alla frase di De Laurentiis a fine maggio scorso sullo scudetto? Voleva dire: 'Bene, ora si vede quali calciatori si porta a casa'. Io perchè sarei venuto a Napoli, se non per vincere? Non avevo bisogno dello stipendio. L'anno scorso sono arrivato terzo e mi avete attaccato gli striscioni che dovevo andar via. E tutt'ora ci sono critiche. Per questo io ho solo un obiettivo, che è quello di tentare di vincere. Io sono venuto qui convinto di provare a fare qualcosa di importante. E per stare un po' a Napoli, una città stimolante. Voi che siete abituati e la vedete sempre, non potete rimanere folgorati come chi viene da fuori". 

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