Domenica, 14 Luglio 2024
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Spalletti: "Napoletani sempre nel mio cuore. Li difenderò sempre"

L'ex tecnico azzurro, che ha ricevuto un nuovo riconoscimento, stavolta nel suo paese natale Certaldo, ha parlato ancora una volta del suo amore per la città e per la gente di Napoli

"Io sono felice perché sono stato avvolto da questo entusiasmo che mi ha contagiato, ma per me la felicità è qualcosa di fugace, che dura una sera o una notte e poi il giorno dopo sei alla ricerca di una impostazione corretta per ripartire. Dipende un po’ da tante cose, perché anche se ami questo sport, per il quale io ho condizionato la mia vita e la mia famiglia, a un certo punto devi confrontarti con il livello di amore che puoi dare e il livello di richiesta che c’è. Di conseguenza, a volte, anche se hai fatto benissimo pensi ti possa mancare qualcosa da restituire. I napoletani mi hanno dato talmente tanta gioia che non sta né in cielo né in terra. Mi hanno regalato sensazioni bellissime, nessun traguardo o nessuno scudetto potrebbero far meritare tutta questa gioia e questo entusiasmo che loro mi hanno dato. Di conseguenza per loro avrò sempre qualcosa di particolare, sarò sempre a vedere quello che succede a Napoli e al Napoli e li difenderò sempre". Così Luciano Spalletti ha parlato a Sky Sport da Certaldo, sua città natale, dove nella serata di martedì ha ricevuto un riconoscimento.

La panchina

"Voglia di tornare in panchina? La vedo dura, perché ho da aprire tutte le scatole che ho portato via da Napoli e devo mettere ordine. Inoltre ho delle questioni personali da mettere a posto e per le quali serve un po' di tempo. Vengono ad addizionarsi a quanto ho detto: sono stanco, avevo la famiglia e una figlia piccola distante, voglio stare un po' insieme a lei e con la mia famiglia. Tra dieci giorni le squadre ripartono e io non so con quale entusiasmo sarei ripartito se fossi stato ancora un allenatore di Serie A o l’allenatore del Napoli. Loro meritano cose che io in questo momento non posso dare, anche se sono molto applicato e determinato. Sono esecutivo al massimo, però poi ho paura che mi manchi qualcosa. Per il momento rimango fuori, verso dicembre gennaio o febbraio si guarderà e si vedrà se si può avere una postura adatta per tornare a fare l'allenatore dentro lo spogliatoio, dove serve sintesi, fare dei video bellissimi e bisogna avere cose nuove e moderne da dire. Che il calcio è facile lo sanno dire tutti, c’è bisogno che si dica qualcosa di diverso perché vogliamo scegliere se il calcio è facile è basta o se invece deve diventare qualcosa di moderno, come succede in tante altre professioni. Io, così come tanti altri, voglio sentirmi dire qualcosa di diverso: lo ripeto, che il calcio è facile lo sanno dire tutti. È vero che è facile e in questo senso bisogna portarsi dietro le cose fatte da gente come Vialli, Mancini, Baggio, Del Piero e Totti, ma poi c'è da considerare anche il lavoro di altri calciatori che non avevano questa qualità per donazione di Dio ma dovevano ottenerla con lavoro e applicazione giorno per giorno. Per questo bisogna spiegare come hanno fatto quelli senza queste qualità a farcela e se c’è dell'altro in più da poter mettere a disposizone dei giovani. Il calcio ha bisogno di qualità e di cose sempre più qualitative. Non so come mi sentirò, dipende da come arriverò dopo un periodo in cui avrò consumato quello di cui penso di aver bisogno. Prima devo consumare questo bisogno che ho, poi vediamo come arrivo. Probabilmente posso anche rimanere deluso, a volte pensavo di stare comodo a casa e dopo un po' pensavo che era meglio quello che vivevo prima".

I calciatori

"Un calciatore lo giudico spesso per il carattere che ha, secondo me è fondamentale. Chiaro che serve che abbia qualità, ma serve portare in evidenza una sintesi: la partita è una scatola vuota e tu la devi riempire di cose, chi mette di più è il calciatore più bravo ma bisogna riuscire a stimolare ciascuno a dare un po’ di tutto. Penso a Kvaratskhelia: se in quella scatola ci mette anche recuperi e contrasti, o due 'sparate' anche in fase difensiva, ti crea dei vantaggi importanti. Ormai si va a cercare un calcio più moderno, senza tempo, che non abbia ruolo. Ci vogliono più cose. E Di Lorenzo è quel qualcosa in più che diventa evidente quando si parla di calcio moderno: Di Lorenzo è il calcio moderno".

L'amore per Napoli

"Il mio pensiero va alla città e al pubblico. Non c’è bellezza, pur grande che sia, che possa ridarti quello che mi hanno dato loro. Mi hanno fatto veramente sentire come è impossibile far sentire una persona o come può meritare una persona. Non so quello che hanno fatto a Maradona, sarà mille volte di più, ma mi immagino che amore ha ricevuto lui considerando quanto ne ho ricevuto io. L'ultimo pensiero va a loro che rimarranno sempre nel mio cuore, avrò sempre questo pubblico e questo tifo con me. Sono sempre stati a difendere Napoli e il Napoli. È una città sorprendente, incredibile dal punto di vista creativo, ti puoi trovare sempre davanti a circostanze inimmaginabili. A Napoli ho fatto due anni di università di vita perché ho conosciuto situazioni nuove, quindi il pensiero è ancora caldo per quello che io e i ragazzi abbiamo ricevuto. Ne abbiamo parlato spesso nello spogliatoio, i napoletani ci hanno trainato in questo percorso".

Giuntoli e la Juventus

Spalletti ha poi rilasciato anche un'intervista a Tuttomercatoweb, in cui ha parlato dell'addio al Napoli di Cristiano Giuntoli e della Juventus: "E' uno come me, un po' più giovane, ma che è partito dai tornei rionali e per arrivare ad essere direttore della Juventus bisogna esibire una qualità, un carattere, una conoscenza della professione totale e lui è uno di quelli, che la conosce tutta la storia del suo mestiere. Conosce tutto quello che deve andare ad organizzare anche per una società importante come la Juventus. Sono felice per lui, si merita di essere in questo ruolo e in questa posizione in cui è. Io alla Juventus in futuro? Mi faranno tutti la stessa domanda. Quando si ama qualcosa in maniera forte, poi è chiaro che bisogna anche andare ad avere attenzione a non fare del male alle cose che ami e a cui vuoi bene. Ci sono dei ragionamenti da fare. La Juventus comunque ha un grandissimo allenatore che è Allegri, un grandissimo direttore, una grandissima squadra. Anche se cambieranno, rifaranno la squadra forte, hanno ambizioni forti e faranno i risultati che merita la Juventus. È un modo di dire semplice per creare un po' di colore. Kim-Anguissa-Osimhen la spina dorsale più forte che ho mai avuto? Ne ho avute tante di squadre forti, sono stato fortunato ad allenare. Questi sono tre calciatori straordinari. Mi hanno detto chi è il più completo del Napoli e ho detto Di Lorenzo prima. Kvaratskhelia ce lo vogliamo mettere dentro? Lei ha messo Osimhen, ma mettiamoci anche Kvaratskhelia. Poi c'è Zielinski, che ogni qualvolta non lo avevamo a disposizione siamo andati a cercare dov'era perché volevamo metterlo dentro, Meret ha fatto vedere subito quali qualità abbia, per cui se gli si dà la possibilità di giocare con continuità... Ce ne sono tanti altri di forti, però poi bisogna fare risultati contro colossi o squadre come quelle italiane non è facile".

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