menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Maradona

Maradona

10 maggio 1987: 25 anni fa il Napoli vinceva il suo primo scudetto

La squadra di Maradona, Bruscolotti, Bianchi e Ferlaino conquistò il suo primo storico tricolore. La città impazzì di gioia per un traguardo sempre sognato ma mai raggiunto

Ore 17,47 del 10 Maggio 1987. Il Napoli è Campione d'Italia per la prima volta nella sua storia, a 61 anni dalla nascita. La città impazzisce di gioia per un traguardo sempre sognato, ma mai raggiunto. Per le strade del capoluogo campano si riversano a festeggiare oltre un milione di persone.

Prima di quella stagione la squadra partenopea aveva sfiorato per ben tre volte il tricolore, ma mai era riuscita a coronare il sogno che sembrava quasi proibito.

Protagonisti di quell'impresa furono naturalmente Maradona, il tecnico Bianchi, il dg Allodi che costruì tassello dopo tassello quella squadra, il capitano Bruscolotti e tutti gli altri calciatori, da Bagni a Giordano, passando per Garella e Carnevale.

Proprio quest'ultimo siglò la rete del momentaneo vantaggio azzurro in quel leggendario giorno, quando al San Paolo, gremito da quasi 90000 spettatori, si giocò Napoli-Fiorentina, finita poi 1-1, dopo il pareggio realizzato da un giovanissimo Roberto Baggio.

Presidente di quella squadra era l'ingegnere Corrado Ferlaino, che ha ricordato all'Ansa le sue emozioni, 25 anni dopo quell'indimenticabile giornata: "Volevo andare via dallo stadio a un certo punto - racconta l'ex patron azzurro - non reggevo l'emozione. Mi avviai verso l'auto a partita ancora in corso, poi tornai indietro e vidi il finale dai distinti. Ricordo il tabellone luminoso che c'era allora e sui cui c'era scritto che con quel risultato di 1-1 il Napoli avrebbe vinto lo scudetto. Un'immagine che non dimenticherò mai".

"Avevo sempre lottato per questo sogno mio e dei napoletani di vincere lo scudetto - prosegue Ferlaino - più volte ci siamo andati vicini, ma alla fine ci mancava quella fiducia in noi stessi, quello spirito vincente. L'arrivo di Maradona è stato importante anche per questo, lui aveva una forza e una fiducia che ci ha contagiato, ci ha dato la sicurezza oltre a darci la sua straordinaria prestazione sportiva".

"Quella squadra nacque attraverso lavoro di Italo Allodi - ricorda l'ingegnere - che va ricordato come uno degli artefici principali di quel successo. Ma a fare la loro parte furono anche i tifosi del Napoli che ci avvolsero con il loro entusiasmo, spingendo la squadra".


Nella mente di Ferlaino resta indelebile anche il ricordo dei festeggiamenti dei napoletani: "Quel pomeriggio - spiega l'ex patron all'Ansa - andai allo stadio seguendo l'autobus dei giocatori con la mia auto. La gente ai bordi delle strade era numerosissima, erano tutti certi di avere vinto mentre noi avevamo paura che tutto sfumasse alla fine. Ci diedero coraggio. A fine gara mi infilai in auto con mia moglie e l'allora direttore de Il Mattino, Pasquale Nonno, girammo per la città in festa, vedemmo le diverse manifestazioni di gioia tra Chiaia e Forcella, capimmo fino in fondo quelle due Napoli che spesso non si parlano".

C'è chi poi come il capitano di quella squadra, Beppe Bruscolotti, con quella data "10 maggio 1987" ha dato il nome al suo ristorante, nella zona di Coroglio. Ed è proprio lì che molti componenti di quel Napoli, calciatori e dirigenti, festeggeranno questa sera le nozze d'argento con il primo tricolore. Non ci sarà, però, Maradona, impegnato a Dubai con la sua squadra di club, l'Al Wasl.

 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
social

Rischio caduta razzo cinese, le indicazioni della Protezione Civile della Campania

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • Cura della persona

    Come usare il blush per riequilibrare la forma del viso

  • Media

    Il ritorno di Liberato: ecco "E te veng' a piglià" | VIDEO

Torna su

Canali

NapoliToday è in caricamento