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(Ansa)

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Serie A, per la Sampdoria un punto contro il Napoli sarebbe oro

Gli azzurri affrontano una squadra che deve risollevarsi definitivamente dalle secche della bassa classifica

Diciassette punti inanellati in quattordici partite da quando la società ha deciso di cambiare allenatore, il poco invidiabile primato di unica squadra a non aver trovato fin qui la via della rete nei primi trenta minuti di gara e il diciassettesimo attacco del torneo. Quelli appena elencati sono solo alcuni dei numeri che fotografano fin qui la stagione molto complicata vissuta dalla Sampdoria, formazione al momento titolare della sedicesima piazza con quattro lunghezze di vantaggio sul Lecce e cinque sul terzetto che chiude la classifica.

Per inquadrare però la complicata annata vissuta dal club ligure è doveroso collocarla nel quadro delle difficoltà societarie che hanno visto prima sfumare il possibile acquisto la scorsa estate da parte della cordata che aveva nel grande ex Gianluca Vialli l’uomo di riferimento e ora vedono il presidente Ferrero obbligato a districarsi in mezzo a numerose difficoltà di tipo finanziario. Nonostante ciò la dirigenza ha cercato di operare per provare a completare la composizione dell’organico concentrando le proprie attenzioni soprattutto sulla zona centrale difensiva con gli arrivi di Tonelli e Yoshida mentre l’acquisizione del giovane La Gumina, prelevato in prestito biennale con obbligo di riscatto dall’Empoli, rappresenta la scommessa con cui andare a sostituire Caprari, passato al Parma, e completare così la composizione della prima linea.

La scelta di esonerare Di Francesco, certamente non il principale colpevole del disastroso avvio, dopo le sei sconfitte rimediate nelle prime sette esibizioni e di affidare la panchina ad un tecnico di esperienza e carisma come Ranieri rappresenta probabilmente la scelta che ha consentito ai blucerchiati di costruire una situazione almeno in parte tranquilla anche se la squadra denota notevoli carenze strutturali e di gioco.

L’ex allenatore della Roma e artefice della favola Leicester in Premier League, ben conscio delle criticità da affrontare, è riuscito grazie ad una attenta organizzazione tattica a far sì che i suoi trovassero la quadra optando per un 4-4-2 sempre ordinato e con le linee ben strette soprattutto nel settore difensivo. Emblematica testimonianza delle difficoltà in fase di sviluppo della manovra la partita della scorsa domenica contro il Sassuolo quando i doriani non hanno saputo sfruttare la superiorità numerica a propria disposizione per ben sessantacinque minuti dopo il rosso, per la verità molto dubbio, comminato dall’arbitro al difensore emiliano Peluso e hanno paradossalmente rischiato addirittura la sconfitta quando la conclusione di Boga è andata ad infrangersi sul palo.

La squadra sembra non mostrare una precisa idea di gioco, non si assiste a smarcamenti senza palla: tutto o quasi sembra essere lasciato alle iniziative del binomio d'attacco Quagliarella (cinque le marcature fin qui a referto per il bomber con il cuore napoletano, capocannoniere lo scorso anno) e Gabbiadini, coadiuvato ma non sempre con la giusta costanza di rendimento dal talento di Ramirez.

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