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Domenica, 26 Giugno 2022
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Sacchi: "Il Napoli nella sua storia ha vinto due scudetti. Hanno sempre dominato Juve, Milan e Inter"

L'ex ct della Nazionale analizza il momento del campionato italiano

"È una stagione anomala. Gli stadi vuoti e avvilenti. I giocatori sono umani, ne risentono. Si gioca tanto, mancano molti protagonisti, qualcuno cerca di fare il furbo. Siamo fuori norma, a incidere e a decidere alla fine sarà la forza politica, economica, la capacità organizzativa, lo stile e la storia dei club". Così l'ex ct della Nazionale Arrigo Sacchi, nel corso di una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha parlato del momento del calcio italiano e del campionato di Serie A.

Che dobbiamo attenderci da questo campionato?

"Le cose torneranno come sempre. In Italia si punta molto sul singolo e poco sulla squadra. Solo facendo squadra puoi sfruttare l’interiorizzazione. Interiorizzare significa automatizzare tutto: vivi le situazioni in allenamento e in partita le sai fronteggiare".

Nel nostro Paese è un concetto semisconosciuto...

"Sassuolo, Atalanta, Verona sono squadre interiorizzate, il Bologna ci prova. Siamo grandi gestori e pessimi strateghi. Bravi nel tatticismo, programmiamo il minimo, poi cogliamo l’attimo puntando sui singoli. Il calcio però è gioco di squadra. Lo stratega invece ha un obiettivo a lungo termine e lo persegue".

Non è solo una questione italiana, come se lo spiega?

"Il Covid ha stravolto tutto e poi il calendario fitto. Le big giocano ogni tre giorni. Quando affronti Liverpool, Man City e Barcellona la fatica è tripla. Difficile fare previsioni in serie A, alla fine però vinceranno sempre quelle".

Se l’aspettava un campionato così confuso?

"Non è confuso, per la prima volta in Italia abbiamo un gruppo di strateghi, partendo dal basso della classifica. Lo Spezia non può puntare sul singolo. De Zerbi e Gasperini sono strateghi, Sarri lo era. Conte ha un progetto a lungo termine. La domanda è: ad Antonio hanno preso giocatori funzionali? È come se sceneggiatore e regista avessero in mente un film comico e il produttore portasse grandi attori drammatici".

Qual è la componente più importante per riuscire?

"Il club, con la sua storia, visione, competenza e stile. Dopo c’è la squadra, infine il singolo. Senza un copione c’è solo improvvisazione".

Parlava di storia di club: si riequilibrerà il campionato, i più forti verranno fuori?

"Il Napoli nella sua storia ha vinto due scudetti. Hanno sempre dominato Juventus, Milan e Inter, per uscire da questa situazione devi fare un mezzo miracolo".

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