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Napoli, inizia l'era Garcia: "Qui per vincere trofei". De Laurentiis: "Con Rudi intesa immediata"

Il nuovo tecnico azzurro presentato a Capodimonte: "Non cambierò tante cose, ma ci metterò del mio. Ci sarà da lavorare tanto per ripetersi". Il presidente su Osimhen: "Deve rimanere, poi se arriverà un'offerta irrinunciabile, vedremo"

A Capodimonte è andato in scena il primo atto della stagione 2023/2024 del Napoli, quella con il tricolore sul petto, con la presentazione del nuovo allenatore Rudi Garcia. Il successore di Luciano Spalletti è stato accolto all'esterno del Museo da oltre un centinaio di tifosi, tra cui una delegazione ultras, che gli ha anche riservato uno striscione: "Benvenuto in vetta monsieur. Difendiamola", il testo firmato dal gruppo "Ultras Napoli 1972" della Curva B. 

"Il primo regalo che ho ottenuto da De Laurentiis è stare qui a Napoli. E' un vero piacere tornare in Italia e non vedo l'ora di conoscere la città. La cosa bella sono le nostre ambizioni. Voglio salutare i tifosi per l'accoglienza e fare i complimenti alla squadra e al presidente per quanto fatto l'anno scorso. Il mio obiettivo è che questo accada anche in futuro. Io qualsiasi competizione la gioco per vincere. Il presidente ha messo la barra molto alta. Io non è che non sogno. Io voglio vincere trofei, sono qui per questo. Non ho paura di niente. Volevo solo essere sicuro che il presidente avesse ancora voglia di vincere. Datemi il tempo di conoscere la squadra e poi si parte a bomba. Qualsiasi allenatore si sieda su questa panchina, sa che il compito è arduo e che non è facile ripetersi. Io arrivo qui non per rivoluzionare tutto. Non cambierò tante cose, ma ci metterò del mio. Un allenatore si deve adeguare alla rosa. Ora sembra che il 4-3-3 vada come dei guanti a questa squadra, ma dobbiamo saper fare tutti i moduli, anche per sorprendere l'avversario. Ci sono alcuni giocatori giovani che possono ancora crescere. Se i giocatori sono motivati come me, saremo una squadra tosta, che lotta. Questa vittoria in campionato deve dare tanta fiducia ai calciatori. Però ora si riparte da zero. Ci sarà da lavorare tanto. Ma sono sicuro di trovare un gruppo unito, che ha voglia di vincere. Il senso di appartenenza per me è importante. Io l'anno scorso ho visto una squadra di qualità, che giocava bene e difendeva tutti insieme. Il mio staff? Porterò tre assistenti che si aggiungeranno alle competenze che già ci sono nel Napoli. Sono sicuro che faremo un bel lavoro", ha esordito il nuovo tecnico azzurro in conferenza dopo l'introduzione del connazionale Sylvain Bellenger, direttore del Museo nazionale di Capodimonte. 

"Nessun calciatore è insostituibile. Ho fiducia nella società"

"Può essere che arrivi un'offerta irrinunciabile per un calciatore e possa andare via. Ma non c'è nessun insostituibile. Vediamo chi resterà e chi andrà via. Io ho fiducia nella società. La rosa è ampia, ha una panchina che può risolvere le partite. Il presidente è ambizioso e questo vuol dire che mi darà una squadra di qualità, per continuare a divertire i tifosi. Le mie squadre attaccano e vogliono fare un gol in più dell'avversario. Sono molto contento di ritrovare Anguissa. Lobotka è un giocatore fantastico", ha aggiunto Garcia rispondendo ad alcune domande sul mercato. 

Presentazione Rudi Garcia al Museo di Capodimonte - foto Lapresse

De Laurentiis: "Osimhen deve a rimanere. Poi se arriverà un'offerta irrinunciabile, vedremo"

"Lo scudetto deve essere l'inizio di un percorso. Il nostro obiettivo è ripeterci e poi sarebbe bello raggiungere la finale di Champions. Io ci metterei la firma. Il casting? E' una cosa che ho dato in pasto alla stampa. Dal 5 giugno ho cominciato a pensare al nuovo allenatore, dopo la festa scudetto del 4. Ho cominciato a selezionare soprattutto chi giocava con successo con il 4-3-3 perchè era fondamentale mantenere l'assetto che abbiamo con questi calciatori. Ho visto che Rudi è arrivato per due volte secondo con la Roma, che è arrivato in semifinale di Champions League con il Lione e ho pensato che facesse al caso nostro. Da parte mia c'è una fiducia immensa in Rudi. Mi ha colpito la sua spontaneità, sembrava ci conoscessimo da tempo. Con lui c'è stata un'immediata intesa. Sentivo che era la scelta giusta. Bisogna lasciarlo lavorare, senza mettergli nessuna fretta. Osimhen deve rimanere, poi se arriverà un'offerta irrinunciabile, vedremo. Con lui abbiamo già parlato e siamo in linea di massima d'accordo nel prolungare il contratto per ulteriori due anni. Per quanto riguarda gli altri calciatori è un qualcosa che dovremo studiare con Rudi, anche perchè la preparazione in ritiro è fondamentale", sono state le parole del presidente Aurelio De Laurentiis in conferenza stampa. 

Il 'double' al Lille, i due secondi posti in Italia, la semifinale di Champions con il Lione: la carriera di Garcia

Dopo un passato da calciatore tra le fila di Lille, Caen e Martigues, la carriera da allenatore di Rudi Garcia comincia al Saint Etienne. Dopo una lunga esperienza nelle serie minori con il Digione, nel 2007 arriva il salto in Ligue 1 sulla panchina del Le Mans nel 2007, con cui chiude al nono posto, centrando anche le semifinali nella coppa di lega. Il buon campionato gli vale la chiamata al Lille, la squadra della sua svolta nella carriera da tecnico. Nella stagione 2010/2011 arriva la consacrazione, con la doppietta campionato-coppa di lega, che gli vale anche la nomina come allenatore dell'anno nella massima serie transalpina.

Nel 2013 arriva la prima esperienza fuori dalla sua nazione d'origine. Garcia risponde presente alla chiamata della Roma di Totti. Nella Capitale, con una lunga serie iniziale di vittorie, si impone subito, ingaggiando un testa a testa in vetta alla classifica con la Juventus di Antonio Conte. Alla lunga i bianconeri prevarranno, superando addirittura i 102 punti, con i giallorossi che si fermeranno al secondo posto con 86, davanti al Napoli di Rafa Benitez. Nella stagione successiva arriverà un altro piazzamento d'onore alle spalle dei piemontesi. La terza stagione, però, non comincia nel migliore dei modi. Alcune pesanti sconfitte in Champions League segnano la storia romana del tecnico transalpino. A gennaio, dopo una serie di risultati deludenti anche in campionato, il club capitolino lo solleva dall'incarico, richiamando Luciano Spalletti. 

La carriera di Garcia riparte nell'ottobre 2016 da Marsiglia, dove resterà per tre stagioni con due quinti posti ed un quarto. Nel 2017-2018, però, con l'Olympique disputerà la finale di Europa League, persa poi contro l'Atletico Madrid. Dopo l'esperienza nella città portuale francese, nell'autunno del 2019 riparte dal Lione. Qui nel periodo Covid centra l'impresa di arrivare in semifinale di Champions League, dopo aver battuto Juventus e Manchester City negli ottavi e nei quarti, prima di fermarsi al cospetto del Bayern Monaco, che poi si aggiudicherà la competizione. Nella stessa stagione perde la finale di coppa di lega contro il Psg ai rigori. Dopo due anni con un settimo ed un quarto posto in classifica, cala il sipario anche sull'avventura lionnese. Nel giugno del 2022 comincia la sua ultima esperienza in panchina in Arabia Saudita, con l'Al Nassr, che si chiude però dopo 10 mesi con la risoluzione contrattuale. 

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