Reja: "Non ringrazierò mai abbastanza Napoli per quanto ha saputo darmi"

Il tecnico della Lazio è pronto al ritorno in quello che fu il suo stadio

Edy Reja ha rilasciato una lunga intervista a Il Mattino. Ecco quanto evidenzia Napoli Today:

Ad aprile i sessantamila del San Paolo le hanno tributato un caloroso e prolungato applauso: quale accoglienza si aspetta sabato?
«Anche all'Olimpico, nella mia prima volta da avversario del Napoli, i tifosi erano stati affettuosi. Sensazioni uniche, particolari, non ringrazierò mai abbastanza Napoli per quanto ha saputo darmi. Mi aspetto un San Paolo pieno per una bella partita».

Quali sono i segreti della Lazio?
«Faccio l'allenatore da tanti anni, sempre con lo stesso entusiasmo, e segreti non ne ho mai avuti. Nel calcio ci sono i progetti e noi abbiamo cominciato a lavorare con passione nel 2010. Prima la salvezza, poi un buon piazzamento dopo aver sfiorato la qualificazione in Champions League e adesso una posizione di assoluto prestigio».

Quella sconfitta a Napoli, al termine del rocambolesco 4-3, forse vi costò la Champions.
«È il passato, adesso ci sono novanta minuti che la Lazio vuole affrontare al massimo della carica e delle energie. La tappa di Napoli è importante, abbiamo voglia di vincere per proseguire nel nostro cammino».

Il rapporto con la piazza laziale non è stato facile.
«L'esperienza conta tanto e io ne ho. Un allenatore e una squadra possono attraversare momenti difficili, ricevere fischi e contestazioni. L'importante è che vi sia rispetto dei ruoli. In certe particolari situazioni ho avvertito sempre il sostegno del presidente Lotto e dei giocatori».

Ne allena uno straordinario, il bomber Klose, che salterà la partita di Napoli per infortunio.
«Ha classe, esperienza, fiuto del gol, sa mettersi a disposizione dei compagni. Klose era un investimento assicurato. Purtroppo è rientrato dalla Nazionale con questo problema fisico».

A proposito di grandi attaccanti, nel Napoli c'è Cavani: ne fece tre alla sua Lazio nello scorso aprile.
«L'ho visto dal vivo martedì all'Olimpico contro l'Italia. Non ha segnato, ma umilmente si è messo al servizio dell'Uruguay. Un campione, senza dubbio, anche se non va sovraccaricato di responsabilità, come i suoi compagni. Lazio e Napoli sono due squadre che devono crescere con calma: stiamo riguadagnando adesso, con merito, il riposizionamento ai vertici del calcio».

Dirigenti, calciatori, collaboratori: a quale personaggio del Napoli è rimasto più legato?
«Farei torto a qualcuno: i rapporti sono buoni con tutti».

Ad aprile disse: «Firmerei per lo scudetto al Napoli e la qualificazione Champions per la Lazio».
«È andata in tutt'altro modo, stavolta niente pronostici. Massimo rispetto per il Napoli e Mazzarri, che prosegue nel suo eccellente lavoro anche a livello internazionale, ma noi ce la giochiamo. Sempre».

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