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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Plusvalenze, non solo Juve: sotto controllo l'affare Osimhen

Il Napoli prese dal Lille quattro giocatori restituiti subito

Sessantadue trasferimenti di mercato, concentrati tra il 2019 e il 2021, sono oggetto di una relazione finita sul tavolo della Procura federale. Scambi a prezzi alti, a volte altissimi, senza che si muovesse davvero un solo euro. O quasi. La Covisoc (Commissione di vigilanza sulle societa' di calcio), scrive la Repubblica, ha inviato al Procuratore della Figc Giuseppe Chine' e per conoscenza al presidente Gravina una relazione sulle plusvalenze degli ultimi due anni. Invitando ad approfondirne la natura. Per l'organo di vigilanza che monitora i bilanci, quegli affari sembrano incidere in modo significativo sui conti, evidenziando delle criticita'. La relazione e` generica: denuncia un sistema. Ma un allegato, con nomi, cognomi e soprattutto numeri, descrive tutte le operazioni piu` rilevanti. In particolare, quegli scambi in cui sono entrati calciatori valutati cifre significative senza una reale ragione sportiva. Franco Tongya e Marley Ake', che Juve e Marsiglia hanno scambiato per 8 milioni (quindi a saldo zero), giocano rispettivamente nella quarta serie francese e in Serie C.

Oppure i quattro calciatori del Napoli che il Lille si è  preso per 20 milioni nell'affare Osimhen: tre sono tornati in Italia, due in Serie D, uno in C, un altro e' al Lille senza aver giocato mai. Nella maggior parte dei casi, una delle societa' coinvolte e' la Juventus (sullo stesso tema si e' mossa la Conssob): i trasferimenti interessati sono 42, ma in particolare ci sono 21 calciatori scambiati per 90 milioni. Operazioni che pero' hanno fatto circolare realmente poco piu` di 3 milioni, producendo benefici a bilancio per il club bianconero di oltre 40. Ci sono poi anche gli affari con l'estero: Pjanic-Arthur col Barca, Cancelo-Danilo col City, cifre elevate per giocatori pero` di prima fascia. Certo le plusvalenze sono eredita' di un mercato diverso da quello di oggi: l'allentamento del Fair play finanziario e la possibilita' di spalmare le perdite su piu' esercizi hanno ridotto drasticamente la necessita' di ricorrervi. Ma per anni hanno costituito per tutti un elemento chiave della contabilita`. Basti pensare che la Federcalcio, nel suo report annuale sui conti, separa i ricavi netti dai ricavi da plusvalenza. 

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