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Lunedì, 30 Gennaio 2023
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Reina: "Non vedo l'ora di tornare a Napoli. Benitez fondamentale per la crescita del progetto"

L'ex portiere azzurro farà ritorno allo stadio Maradona in amichevole con il suo Villarreal

"Non vedo l’ora di godermela, perché quella del 17 dicembre per me sarà una serata speciale. Rimetterò in ordine i ricordi, che sono accantonati nel mio cuore, e mi calerò in un ambiente meraviglioso, che conosco perfettamente per averlo potuto vivere da protagonista. Mi sono inserito subito nella città, che ha accolto me e la mia famiglia con sentimenti travolgenti. A Napoli c'è un popolo che ti conquista". Così Pepe Reina ha parlato al Corriere dello Sport del suo ritorno a Napoli in occasione dell'amichevole che gli azzurri disputeranno al Maradona sabato 17 dicembre contro il Villarreal.

L'importanza di Benitez

"Con Rafa c’è un rapporto straordinario che si perde nei secoli, mi verrebbe da dire scherzandoci su. Ma il segreto di quel Napoli fu quel capolavoro di mercato, l’allestimento di una squadra che è durata e poi la forza del gruppo. In una società che si era comportata già egregiamente, come sottolineavano i risultati, l’irruzione di Benitez diede nuovo slancio e servì per completare il Progetto ed ampliarlo. Il Napoli cominciò ad avere un respiro internazionale. E da quel momento il suo ruolo si è ingigantito, perché ha continuità a livello europeo, fa le coppe sempre, ora è addirittura protagonista in campionato e in Champions e con un calcio che è spettacolare. Vuol dire che c’è del buono in quello che è stato costruito nel passato".

Lo scudetto mancato con 91 punti

"Una ferita che è rimasta aperta, perché non puoi non vincere con 91 punti. Ma andò così e il dolore venne acuito dalla considerazione che quel Napoli lì giocava un calcio stellare, capace di spargere allegria. Un po’ come questo di Spalletti, mi pare".

La parata più bella

"All'Olimpico, Roma-Napoli, marzo 2017. Vincevamo 2-1, una sfida che ha un sapore particolare: mancava un minuto e forse meno, tira Perotti, la palla viene sporcata da qualcuno, io sono in contro tempo, perchè sto andando dall'altra parte, torsione, colpo di reni, manata, sfera sulla traversa e poi con un piede la butto in angolo. Ho visto i compagni esultare. E anche io". 

Chi vince lo scudetto

"Il campionato è lungo, adesso si entrerà nel vivo. Poi, se si può dire, servirà anche una botta di... Meno infortuni, condizione sempre esuberante, un episodio che ti gira nel momento giusto, pure un errore arbitrale che possa incidere in un senso o nell’altro".

Il futuro

"Cosa farò da grande? L'allenatore. Almeno su questo non ho dubbi. Se dovessi indicare un solo allenatore come riferimento? Sono legato a tanti, da Aragones a Guardiola, da Sarri a Del Bosque, da Benitez a Van Gaal. Ma se sono obbligato a scegliere, dico che punto su Gattuso: mi è bastato poco al Milan per apprezzarlo e pensare che un giorno, dovesse succedermi, mi porterò qualcosa di Rino in panchina". 

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