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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
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Cannavaro: "Lavezzi resterà e spero lo faccia anche Gargano"

Il capitano azzurro ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport

Paolo Cannavaro ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport. Ecco quanto evidenziato da Napoli Today:

Cannavaro, che ruolo potrebbe recitare il Napoli nella prossima stagione?
«Sicuramente un ruolo importante. La squadra si è rinforzata nei ruoli giusti ed ha arricchito la rosa con giocatori di qualità. Ma è impossibile fare delle previsioni. Tutte hanno operato dei ritocchi e tutte ci aspetteranno al varco dopo il sorprendente campionato dello scorso anno. Ma la società ha dato continuità al progetto confermando il telaio della squadra e la guida tecnica»

Lei è proprio sicuro che resti anche Lavezzi?
«Non ho mai pensato che qualcuno dei big potesse lasciarci. Dopo aver conquistato con le nostre forze la Champions, anche a loro stuzzica l'idea di cimentarsi in quella competizione. Alcuni di loro hanno compiuto tutto il percorso con me, dal primo anno di A ad oggi ed ora è il momento di raccoglierne i frutti. Ci siamo mandati sms in continuazione durante l'estate. Con Hamsik, con Lavezzi, con tutti gli altri che hanno partecipato alla Coppa America. Resterà anche il Pocho, ne sono convinto. E spero che alla fine resti anche Gargano».

Che pensa dei nuovi arrivati?
«Che sono soprattutto dei ragazzi irreprensibili sotto il profilo caratteriale. Evidentemente la società sta seguendo un criterio di scelta preciso. Sono passati pochi giorni ma i nuovi sembra che stiano in mezzo a noi da anni».

E sul piano tecnico?
«Abbiamo acquistato fisicità e qualità. Ed anche un pizzico di esperienza in più. Questo ci consentirà di diventare ancora più elastici quando passeremo da uno schema all'altro nel corso della stessa partita. Nonché scendere in campo con maggiore personalità».

Perché ha sempre creduto nel progetto-Napoli fin dai tempi della B?
«Perché vedevo un presidente motivatissimo ed una società in costante crescita. Ho avuto ragione io. Ho stretto i denti dopo quell' accenno di contestazione dei tifosi. Oggi quando sento cantare, «Un capitano, c'è solo un capitano», mi emoziono ancora. Un bel premio alla mia tenacia. Spero di rimanere a vita in questo club dove peraltro sono nato. Diventarne una bandiera come lo è Totti per la Roma e lo è stato Maldini per il Milan».

Già ora, non dovranno dire più il fratello di Fabio.
«Finalmente. Dopo undici anni di A e tante sofferenze mi sembra giusto che dicano solo Cannavaro. Anche perché mio fratello Fabio sta a Dubai a fare il dirigente. Ed oggi è lui, il fratello di Paolo, capitano del Napoli».

Chi vede favorite per lo scudetto?
«Le solite. A noi, invece, il ruolo di guastafeste con possibilità di sorpresa. Mi intriga l'idea di calcio avviata dalla Roma: un'idea diversa, con un tecnico spagnolo e tanti giovani interessanti».

Discorso chiuso per la Nazionale?
«Apparentemente sì ma io non ho perso mai le speranze. Se continuo a far bene, può anche darsi che il ct mi dia una chance»

A chi deve la sua maturazione?
«Tanto a mister Mazzarri ed anche a me stesso che ce l'ho messa tutta per eliminare certi difetti»

Come aspetta il debutto in Champions League?
«Con ansia. Trepidazione. Per molti di noi sarà la prima volta. Intanto vedremo quale sarà la reazione al Camp Nou per l'amichevole del 22 con il Barcellona. L'emozione può fare brutti scherzi. Quella partita, ma anche le altre amichevoli internazionali, ci faranno capire quale sarà la nostra competitività in Champions. Ma ho una sensazione: ci faremo onore anche lì. Con quel tridente possiamo far male a chiunque. E con un pizzico di fortuna saremmo potuti andare avanti anche in Europa League, mettemmo in seria difficoltà il Villarreal».

Cosa sente di dire ai tifosi napoletani che sperano nello scudetto e che vi vorrebbero più disponibili.
«Di sostenerci come sempre e di stare calmi. Il gruppo è fortemente motivato e molto unito. Daremo tutto noi stessi per questa maglia, come abbiamo sempre fatto. Anche i nuovi sanno cosa l'aspetta e qual è il nostro modo di pensare. In quanto a disponibilità, i tifosi devono comprendere che il Napoli è entrato in un'altra dimensione e certe cose che si facevano prima non si possono fare più perché si creerebbe troppa confusione. Ma siamo disponibili ogni giorno con i nostri tifosi, ci mancherebbe. Anzi, più tardi andrò anche io a firmare autografi. Occorre solo cambiare mentalità e crescere tutti insieme. Ormai il Napoli è diventato un top team e bisogna solo sperare che primo o poi si vinca un trofeo importante, così faremo una grande festa».

 

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