Nela e la battaglia contro il cancro: "Quando arriva non ti lascia più. Ho pensato al suicidio"

L'ex difensore del Napoli ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport

Nela

"Devo fare un’altra operazione a breve. Più breve tempo possibile. Sarà la quarta. Non ce la faccio più. Ho il retto addominale aperto, le viscere spingono, mi esce sempre questo bozzo non bellissimo da vedere. Devo fare pulizia di un po’ di schifezza e mettere una rete di protezione. Dopo di che, continuerò i miei controlli ogni sei mesi. L’umore? Va e viene. Leggere o sentire ogni volta di persone che conosco che se ne vanno da un giorno all’altro mi spegne un poco". Così Sebino Nela si è raccontato nel corso di una lunga intervista al Corriere dello Sport.

L'ex difensore del Napoli ha parlato della sua battaglia contro il cancro: "Due anni e mezzo di chemio non sono uno scherzo. Ti guarisce una cosa e te ne peggiora un’altra. Ho avuto degli attacchi ischemici. Ma la pressione è a posto, prendo tre pasticche al giorno e faccio la mia vita normalissima. La cosa brutta di questo male è che gioisci, dici ho vinto, e poi scopri che a distanza di sei, sette, otto anni ritorna. Il cancro quando arriva non ti lascia più. Torna come realtà o come minaccia. Sta sempre lì. Vedere la morte in faccia? Ho metabolizzato questa cosa. Non so quante volte mi sono ritrovato di notte a piangere nel letto. Ci ho pensato un miliardo di volte. E sai che ti dico, se domani dovesse succedere, ‘sti caz.i'. Ti parte un film di tutto quello che hai fatto, il bene e il male. Alla fine, sono soddisfatto della persona che sono. Non ho rimpianti, posso morire anche domani".

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Spot
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Nela ha parlato anche del suicidio del suo ex compagno di squadra alla Roma Agostino Di Bartolomei: "Perché si è ucciso? Lo stimavo immensamente. Un capitano vero. Come devono essere i capitani. Era malato dentro, nell’anima. Ci ho pensato anch’io, spesso, negli anni duri della malattia, ma non ho mai trovato il coraggio". 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • De Luca: "Picco di contagi a inizio maggio. Stringiamo i denti o giugno e luglio chiusi in casa"

  • Coronavirus, tutti gli aggiornamenti del 5 aprile a Napoli e in provincia

  • Lettera ai figli dopo la morte: "Quando la leggerete non ci sarò più"

  • Scossa di terremoto nella notte: preoccupazione nell'area flegrea

  • Igiene orale e difese immunitarie: qual è la connessione?

  • Coronavirus, il bel gesto del portiere napoletano Sepe: non chiede gli affitti ai suoi inquilini

Torna su
NapoliToday è in caricamento