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Il Verona (foto Ansa)

Il Verona (foto Ansa)

Napoli-Verona, i punti di forza degli scaligeri: difesa e marcature a tutto campo

Il gruppo allenato ad Juric è un buon mix di esperienza ed entusiasmo giovanile. Con l'obiettivo della salvezza

In pochi, probabilmente, la sera dello scorso due giugno credevano che il Verona, impegnato al Bentegodi contro il Cittadella nella finale di ritorno dei playoff per la promozione in serie A, potesse ribaltare lo 0-2 incassato pochi giorni prima nel primo atto della doppia sfida. I ragazzi allenati da Alfredo Aglietti, subentrato all’esonerato Fabio Grosso a sole due giornate dal termine della stagione regolare, hanno invece compiuto l’impresa e grazie al sigillo apposto da Laribi a sette minuti dal novantesimo hanno superato per 3-0 l’undici allenato da Venturato, guadagnando il ritorno nella massima serie dopo una sola stagione di assenza.

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Il prestigioso risultato raggiunto, il bel gioco espresso e l’appoggio di buona parte della tifoseria non hanno però garantito la riconferma all’ex attaccante del Napoli perché la società, evidentemente poco convinta delle possibilità della squadra di centrare l’obiettivo, aveva già sottoscritto un impegno con Ivan Juric. Il club presieduto da Maurizio Setti non si è però fatto trovare impreparato ed in sede di mercato ha operato con lungimiranza per cercare di plasmare un gruppo che, nel giusto connubio tra elementi in possesso della necessaria esperienza per la massima serie e l’entusiasmo dei più giovani, fosse in grado di lottare fino all’ultimo per la conquista della salvezza.

Miguel Veloso, arrivato in regime di svincolo dopo la fine della sua esperienza con il Genoa, è il fulcro della manovra gialloblu a cui assicura qualità di palleggio, grazie all’ottima tecnica di base, e geometria derivante da una eccellente visione di gioco senza tralasciare la pericolosità al tiro che gli ha consentito di andare a segno già in due occasioni. Lazovic e Amrabat portano in dote corsa, dinamismo, capacità di recupero della palla nella zona nevralgica del terreno di gioco, peculiarità a cui si aggiunge lo spunto per arrivare al cross sull’esterno per l’ala ex rossoblu. Notevole il campionario di scelte a disposizione in prima linea, reparto nel quale l’ex Chievo Stepinski, atteso al definitivo salto di qualità, dovrebbe assicurare peso ad un reparto in cui condividere con Di Carmine e l’esperto Pazzini l’onere di realizzare le reti decisive per guadagnare quella permanenza che porrebbe finalmente termine all’effetto ascensore che ha visto i veneti oscillare tra serie A e B nelle ultime annate.

A conferire imprevedibilità e qualità al fronte offensivo gli arrivi dall’Inter del giovane Salcedo, talento che si è messo particolarmente in luce nell’ultima vittoriosa uscita contro la Sampdoria, e di Gennaro Tutino, grande ex di giornata spedito in prestito dal Napoli per trovare maggiore continuità d’impiego e valutare l’impatto del ragazzo nel calcio dei più grandi dopo le più che positive esperienze nelle categorie inferiori. L’ex tecnico del Genoa ha svolto fin qui un lavoro eccellente varando una formazione solida che fa della difesa il suo punto di forza tanto da risultare la seconda meno battuta del torneo con appena cinque reti al passivo e che anche quando è stata sconfitta contro Milan e Juventus è sempre uscita a testa alta dal campo. La capacità di creare grande densità nella zona nevralgica del rettangolo verde e di aggredire gli avversari in pressing potrebbe creare diversi grattacapi a Fabian Ruiz e compagni anche perché l’ex tecnico del Grifone, seguendo l’esempio del suo mentore Gasperini, divide il campo in dieci coppie predisponendo rigide marcature individuali per i propri avversari. Fondamentale la corretta tenuta delle distanze tra le linee per evitare di esporsi al rischio del contropiede senza dimenticare di prestare la necessaria attenzione sulle palle inattive, situazione tattica nella quale gli scaligeri si rivelano insidiosi grazie al piede educato del regista lusitano e alla pericolosità dei propri saltatori, come dimostra l’imperioso stacco di testa grazie al quale Kumbulla ha sbloccato la parità iniziale nella vittoriosa gara con i blucerchiati.

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